L’AQUILA – Nuovi frammenti che raccontano il passato della città dell’Aquila fanno capolino durante gli scavi per lo smart tunnel dei sottoservizi.

Stavolta è l’area davanti al restaurato palazzo Ardinghelli, futura sede del museo di arte contemporanea Maxxi, a svelare tesori nascosti o, forse, più semplicemente, resti di quella che era la conformazione cittadina in continua trasformazione dal medioevo in poi.

“Confermo che si tratta di resti di ossa rinvenuti durante gli scavi eseguiti per realizzare lo smart tunnel in corrispondenza di piazza Santa Maria Paganica – spiega ad AbruzzoWeb Alessandra Marono, direttore dei lavori – Sono stati sospesi i lavori per permettere agli archeologi di eseguire i rilievi del caso e documentare i ritrovamenti”.