AVEZZANO – “Il comunicato inviato dal Comune sull’esito dell’ordinanza del Tar dell’Aquila è stato stravolto nell’ambito di un lungo articolo di Abruzzoweb, che non risparmia censure gratuite e infondate al Comune, il cui comportamento viene giudicato ‘strano’, per aver incaricato due dei suoi legali ad esaminare il contenuto del provvedimento giudiziale”.
Lo affermano in una nota il sindaco di Canistro (L’Aquila) Angelo Di Paolo e l’assessore Ugo Buffone, in riferimento ad un articolo di questa testata dedicato all’ennesimo episodio della “guerra abruzzese dell’acqua”, rappresentato dal rigetto da parte del Tar del ricorso dell’ex concessionario Santa Croce, contro la decisione della Regione Abruzzo di negargli la possibilità di poter tornare ad imbottigliare in via temporanea l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga.
In attesa dell’affidamento ad un nuovo player che vincerà il nuovo bando, per il quale in corsa la stessa Santa Croce e Acque minerali San Benedetto Spa, che già opera nelle sorgenti di Popoli (Pescara).
Il sodalizio dell’imprenditore molisano Camillo Colella si appresta ad impugnare la decisione del Tar al Consiglio di Stato. Pronto a ribadire, come già sostenuto nel ricorso, che l’amministrazione regionale, sopra ogni altra considerazione, ha l’obbligo “di sfruttare e mantenere in efficienza in quanto bene pubblico”, la sorgente, ponendo file ad uno spreco che ha determinato mancati e ingentissimi incassi per l’erario.
LA NOTA COMPLETA
Con riferimento all’articolo apparso sulla testata online Abruzzo web il 19 agosto u.s., dobbiamo esprimere il totale disappunto per la distorsione informativa compiuta dall’ignoto giornalista e dal direttore che lo ha pubblicato.
Il comunicato inviato dal Comune sull’esito dell’ordinanza del Tar dell’Aquila n. 157/2019 è stato stravolto nell’ambito di un lungo articolo che non risparmia censure gratuite e infondate al Comune, il cui comportamento viene giudicato “strano” per aver incaricato due dei suoi legali ad esaminare il contenuto del provvedimento giudiziale.
Mentre tutte le altre testate giornalistiche, cui era stato pure inviato il comunicato (Abruzzolive, Terre marsicane, Il Centro), lo hanno riportato tempestivamente (6-7 agosto) e in modo corretto, il predetto giornale online ha “pilotato” l’informazione ricevuta al fine di strumentalizzarla per colpire l’ente comunale stesso e due suoi suoi legali.
Quest’ultimi gravemente offesi nella loro professionalità e personale dignità dall’affermazione, del tutto infondata, che “spesso nella lunga controversia più che da legali parlano come consiglieri comunali aggiunti di maggioranza”.
Giova chiarire a tal proposito che gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia hanno svolto sempre con estrema professionalità e correttezza il loro lavoro, e in questo, come in altri casi, anche gratuitamente. Gli era stato chiesto di esaminare l’ultimo provvedimento giudiziale del Tar sulla vertenza delle acque minerali, sintetizzandone il contenuto giuridico in modo da comunicarlo alla stampa, e tanto hanno professionalmente svolto. Ma, diversamente dagli altri organi di informazione, Abruzzo web non ha affatto riportato la loro spiegazione bensì un giudizio su di loro tanto polemico quanto ingiustificato.
Incredibilmente – si legge ancora nell’articolo – che sarebbe il Comune, dopo la bocciatura del Tar del ricorso presentato dalla società Santa Croce, a trovarsi in “difficoltà”. Una conclusione a dir poco risibile, se si pensa che il Tribunale amministrativo è stato adito dalla predetta società e che il Tar rammenta a quest’ultima, e di certo non al Comune di Canistro, che il ricorso è infondato in quanto la ricorrente ha da alcuni anni perso la concessione ed è attualmente in corso la gara per l’assegnazione della concessione a seguito del nuovo Bando pubblicato nel febbraio scorso.
Una pronuncia che, diversamente da quello che può pensare chi passa il giorno dietro una scrivania a costruire congetture, interessa molto il Comune e gli operai licenziati, ai quali, quel giornalista ignoto, sollevando il deretano dalla sua scrivania, ben potrebbe andare a chiedere, intervistandoli singolarmente, quale impresa gradirebbero risultasse aggiudicataria del nuovo Bando di gara.
Non ricorda ai suoi lettori, poi, l’autore ignoto, che i lavoratori sono stati licenziati non dal Comune ma dalla società ex concessionaria, e che a stare in “difficoltà” nei loro confronti, non è la Giunta comunale, che gode di ottima salute, ma, forse, proprio la predetta società, sul cui stato di salute economico-finanziaria, in particolare dopo il sequestro cautelare di 20 milioni di euro del febbraio 2017 (confermato in Cassazione), possiamo invece ben dubitare, atteso che, dopo di allora, il Sig. Camillo Colella ha perso il controllo del pacchetto azionario societario.
Del resto, è lo stesso Consiglio di Stato, adito sempre dall’insoddisfatta società, a parlarci della crisi di quest’ultima nella sentenza n. 1709/2019 del 15 marzo 2019, in cui, respingendo ancora una volta l’appello presentato dell’allora Italiana Beverage, nel passaggio motivazionale inteso a giustificare il punteggio assegnato alla società nell’ultima gara per la concessione della sorgente sant’Antonio Sponga, al di sotto del minimo (54 punti riferiti al progetto industriale), afferma che “pregresse vicende (mancati pagamenti canoni e salari, contenziosi, sequestri, crisi sociali, ecc.) determinate dai pregressi comportamenti dalla partecipante alla gara Italiana Beverage s.r.l. (società controllante dell’altra ricorrente in primo grado la Santa Croce S.p.A. poi confluita nell’avente causa appellante Santa Croce s.r.l.) sul piano logico e della ragionevolezza dei giudizi, non potevano non avere riflessi relativamente alla reale capacità tecnica, finanziaria e gestionale dell’offerente”.
Non si preoccupi, allora, l’autore ignoto dell’articolo, scritto forse a 4 se non a sei mani, per la tenuta della maggioranza del Comune di Canistro, ma si preoccupi piuttosto dei suoi sponsor.
Sappia invece che l’amministrazione del Comune di Canistro è stata sempre attenta agli interessi del territorio e della comunità locale, ed in particolare alle sorti dei soggetti più deboli, ed in primis dei lavoratori licenziati dalla società ex concessionaria della sorgente, che hanno persino dovuto scandalizzarsi per la distrazione di fondi societari verso cospicue remunerazioni di sponsor di discutibili trasmissioni ed instaurare contenziosi seriali per ottenere il pagamento delle loro spettanze. Un sano giornalismo dovrebbe verificare i fatti, questi fatti, e non dovrebbe mai indulgere in una prospettazione parziale, o peggio strumentale dei fatti stessi, nonché, e forse ora chiediamo davvero troppo, dovrebbe sempre separare sapientemente la cronaca dai giudizi, o peggio dai pregiudizi, ma, appunto, qui si parla di sano giornalismo.
LA REPLICA
Abruzzoweb, organo di informazione indipendente che in quanto tale rimane sempre fuori dalle “partite”, rispedisce al mittente, le offese, le sottolineature e le insinuazioni dei due amministratori di lungo corso del comune di Canistro che, invece, sono parte in causa e con precise responsabilità di questa complessa e delicata “partita”.
Nell’articolo la nostra testata si è “permessa” di evidenziare che a comunicare, con enfasi, in una nota, la decisione del Tar, sono stati Di Paolo, e Buffone, che con la Santa Croce sono ai ferri corti da anni, e che hanno dato incarico agli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, di esaminare l’esito del ricorso proposto dalla Santa Croce.
Uno strano comportamento “visto che il Comune non è tirato in ballo nella causa dinanzi al Tar, e nonostante questo continua a dare incarichi a due avvocati che sembrano avere l’esclusiva in tal senso, e che spesso nella lunga controversia più che da legali parlano come consiglieri comunali aggiunti di maggioranza”.
Passaggi che fanno parte ampiamente del diritto di cronaca e di critica di una testata che sta seguendo molto da vicino questa vicenda, dando spazio a tutti, anche la nota in questione non proprio tenera nei confronti di questa testata.
Ricordiamo che da quando è stata revocata la concessione della sorgente alla Santa Croce, da oltre tre anni la preziosissima acqua minerale, continuare a scorrere inutilizzata nel fiume Liri, 75 lavoratori sono stati licenziati dalla stessa società che non aveva più lavoro, la Regione non incassa un euro di canoni di concessioni, il bando vinto dalla Norda, salutata come salvatrice della patria dalla ex maggioranza regionale di centrosinistra e dallo stesso Comune guidato da soliti noti, si è risolto in un buco nell’acqua, con accuse alla stessa amministrazione marsicana che non gli avrebbe messo a disposizione un terreno ad uso industriale dove realizzare lo stabilimento e della stessa Regione denunciata con un risarcimento danni. E solo per citare alcuni dei tantissimi elementi e rilievi da citare. Comunque, abbastanza per poter dire che si tratta di una gestione fallimentare di una vertenza delicatissima che, è lecito affermare, è in quota parte responsabilità anche del Comune di Canistro e degli altri attori, compresa la Santa Croce, che però è altrettanto lecito affermare, ha subito ”aggressioni”, anche amministrative, in alcune delle quelli ha ottenuto risarcimenti, vedi la Regione, al termine di alcuni degli innumerevoli contenziosi.
Di Paolo e Buffone però, anziché fare autocritica e riflettere sugli errori per non farne in futuro, preferiscono comportarsi da ”perfettini” che hanno sempre ragione e nessuna responsabilità, per addirittura ergersi a cultori della comunicazione, e in quanto tali, a censori di Abruzzoweb, organo di informazione indipendente, alla quale hanno dispensato in questa nota vere e proprie lezioni editoriali e richiami alla deontologia professionale. Comportamenti che si commentano da soli. (b.s. – f.t.)





