AVEZZANO – “Per quanti, denigrandomi in ogni modo, anche ricorrendo all’insulto ed alla minaccia, mi limito a far notare quanto fossero fondati i motivi di perplessità e di inadeguatezza della procedura intrapresa dalla Norda spa”. 

Ci sono problemi sul progetto per la captazione di acqua minerale dalla preziosa sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila), presentata dal guppo dei fratelli Pessina.
 
La preoccupazione viene manifestata dall’architetto Bruno Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle di Canistro, in riferimento all’atto di chiusura del provvedimento di Valutazione di assoggettabilità e alle conclusioni a cui è arrivata martedì scorso la Commissione valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo, sul progetto di sfruttamento delle sorgenti Sponga di Canistro da parte della Norda Spa, che ha ottenuto l’assegnazione provvisoria della concessione il 22 marzo scorso in seguito al bando del 15 dicembre scorso. 

Bando che la Regione ha lanciato dopo aver revocato la concessione alla Santa Croce Spa dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che ha la proprietà del marchio conosciuto a livello nazionale e dello stabilimento di Canistro, per motivazioni impugnate dalla stessa azienda che ha in corso un duro contenzioso con l’ente regionale. 

Un contenzioso, in questo caso al Tar, che riguarda anche la stessa gara e l’assegnazione provvisoria.
 
Oggi intanto sulla vicenda che tiene banco innanzitutto a Canistro, in particolare tra gli ex dipendenti della Santa Croce, si è tenuto un lungo summit all’Aquila conclusosi in serata, a palazzo Silone, sede della Giunta regionale, a cui hanno preso parte tra gli altri il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, rappresentanti della famiglia Pessina, la dirigente del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive della Regione Iris Flacco, per fare il punto della situazione. 

E secondo quanto si è appreso, non sarebbe andato tutto liscio alla luce delle risultanze della Via e sulla tempistica che si sta delineando. 

C’è da sottolineare che la Norda, oltre all’impegno di riassorbire un minimo di 50 dei 75 lavoratori, si è assunto l’onere di acquistare i terreni e realizzare il nuovo stabilimento.  

Per Ricci, che ha ufficializzato la sua posizione pubblicando anche l’istruttoria Via sul giornale online CanistroInforma, l’esito non è favorevole alla Norda, in quanto “non si è predisposto alcun atto concreto relativamente a quanto previsto in cronoprogramma all’interno del piano Industriale”. 

“E ora le cose si complicano, anche perché la Via non ammette la parcellizzazioni dei progetti ed i tempi saranno quelli che prevedono le leggi e le normative attuative – prosegue -. Vedrete che, insieme all’acquedotto, assoggettato a Via dovranno essere anche il nuovo stabilimento e tutte le opere infrastrutturali eventualmente necessarie, la Variante o le varianti al piano regolatore generale, se le aree ricadranno in più comuni. Anche l’Ente di Bacino dovrà assumere un ruolo più marcato e visibile, c’è una mappa dei rischi idrogeologici a cui far riferimento”.
 
“Una certa forma di orgoglio personale  – aggiunge Ricci, che non ha mancato di lanciare strali al sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, e alla sua famiglia, – mi indurrebbe a gioire di questa rivincita verso i miei detrattori e calunniatori. Ci sono in gioco destini di persone a cui sono legato ed a cui tengo, che non me lo consentono e che non meritano di essere prese in giro”.
 
Nelle conclusioni delle valutazioni del Comitato Via, informa Ricci, si evidenzia che “la ditta ha scelto di procedere con una verifica di assoggettabilità, nonostante il servizio valutazioni ambientali della Regione avesse espresso il parere di assoggettabilità a Via del progetto, come anche indicato nell’atto di aggiudicazione provvisoria”.
 
Si fa poi osservare che “nel piano industriale si dichiara che i lavori prevederanno anche la realizzazione di un acquedotto interrato e di serbatoio di stoccaggio, tali interventi non sono però menzionati nel progetto”. 

Più altre criticità.
 
“Non ne sono contento, a parte il piacere nel constatare che ci sono ancora dirigenti e funzionari che non hanno dimenticato di provenire dalla specie: homo erectus, oltre che dalla sua forma evolutiva: Homo Sapiens”. 

Sulla intricata vicenda, mercoledì prossimo è in programma una seduta del Consiglio comunale che si annuncia infuocata.

Nei giorni scorsi, Lolli ad AbruzzoWeb aveva auspicato una conclusione entro la fine della legislatura, un termine che non avrà certo fatto fare salti di gioia agli ex dipendenti, che ora sono sotto ammortizzatori sociali e che nei mesi scorsi se la sono presa pesantemente con la Santa Croce e Colella, tanto che alcuni sono sotto inchiesta.