AVEZZANO – “Ad Avezzano 200 milioni di euro di opere pubbliche e investimenti in questi ultimi anni? Immagino che dopo averlo detto, Di Pangrazio si sia svegliato sudato da quello che è solo un sogno…”.
La campagna elettorale di Avezzano per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio si è oramai incendiata e a partire alla carica, contro il sindaco uscente e ricandidato Gianni Di Pangrazio, è anche Tiziano Genovesi, consigliere uscente di Forza Italia e candidato con gli azzurri a sostegno di Alessio Cesareo, ex questore, nella coalizione di cui fanno parte anche Fdi, Noi Moderati e Avezzano sicura, con la Lega che invece si è sfilata e sta con Di Pangrazio, assieme all’Udc, Azione politica e sette liste civiche.
Una sfida che per il 45enne imprenditore nel settore del facility management ha anche il sapore della rivincita: è stato infatti candidato sindaco alle comunali del 2020, ai tempi della Lega, sconfitto proprio da Di Pangrazio al ballottaggio, e anche in quel caso il centrodestra si spacco con Fi che aveva appoggiato Anna Maria Taccone.
A dare una iniezione di fiducia a Cesareo e soci la presentazione delle liste in una gremita sala Don Orione domenica scorsa, e commenta Genovesi: “Avverto un entusiasmo crescente, prevedo una importante vittoria, la gente chiede con forza che le cose cambino, che la città migliori. Da parte mia non ho mai smesso, da quando sono in consiglio comunale, coerentemente e sempre all’opposizione, di incontrare i cittadini, le associazioni, gli imprenditori ed è quello che sto continuando a fare”.
Per quanto riguarda Cesareo, assicura Genovesi, “è in fortissima ascesa, è entrato nel cuore delle persone, perché è un uomo buono, una persona seria e meritevole, un professionista, che ha dato tanto per questa città, anche quasi la sua vita, per difenderla”, con riferimento al fatto che Cesareo, ex questore, ex commissario di Polizia ad Avezzano, ed ancor prima dirigente comunale, è rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un pacco bomba che gli è stato recapitato nel luglio del 2001 proprio all’interno del commissariato di Avezzano.
Genovesi dunque prende di mira Di Pangrazio – “nulla di personale, i miei sono giudizi politici” -, per aver pronosticato una vittoria al primo turno al 70%, ed aver affermato che in questi anni sono stati fatti lavori per almeno 200 milioni di euro, tra scuole, impianti sportivi, infrastrutture viarie e altro ancora.
“Questo è vero solo nella sua fantasia. Basti dire che due mesi fa, dopo uno dei tanti proclami del suo ufficio comunicazione su 51 milioni di euro di investimenti, ho fatto una richiesta di accesso agli atti, per avere tutti gli atti amministrativi per poter verificare numeri alla mano tale notizia. Ebbene, sapete come ha risposto Di Pangrazio per per mezzo del suo dirigente? ‘Caro consigliere, si vada a trovare gli atti sul portale della trasparenza’, al che ho risposto che io volevo visionare tutti gli atti amministrativi, per ricostruire l’intero iter, e la risposta è stata il silenzio. Questa evidentemente è l’idea di trasparenza che ha Gianni Di Pangrazio”.
La verità per Genovesi è che “in tutti questi anni Di Pangrazio ha prodotto zero, perché un’opera si dice finita quando è fruibile dai cittadini, non basta annunciarla o inaugurare un cantiere. E questo vale per il nuovo municipio, per piazza Matteotti, mentre corso della Libertà non l’hanno neanche iniziata e notizia di oggi è che forse hanno fatto l’appalto. Vogliamo parlare poi degli impianti sportivi? Il campo da rugby è solo e soltanto merito della società sportiva che ci ha investito i suoi soldi, Di Pangrazio non ha meriti. Il velodromo è fermo, il campo sportivo di Antrosano, utilizzato da una società che ha all’incirca 400 iscritti, più altre società che hanno 600 iscritti, è in stato di semiabbandono, nel campo sportivo di Via Nuova c’è l’erba alta due metri, nel palestrone della Vivenza ci piove dentro”.
In ultima analisi, Genovesi chiude la carrellata ammettendo che “un’opera Di Pangrazio l’ha inaugurata, appena 700 metri della ciclovia. Io capisco che siamo in campagna elettorale, capisco la necessità di dover fare propaganda. Ma gli avezzanesi non sono sciocchi, comprendono che quello che Di Pangrazio racconta è una città immaginaria”.
Infine Genovesi torna a lanciare strali sul “civismo in salsa avezzanese”.
“Di Pangrazio ha normalizzato una situazione penso unica in Italia, quella del ‘minestrone’ tra liste civiche e liste partitiche, scolorendo i simboli, con liste messe in piedi solo per mero scopo elettorale. La verità è che Di Pangrazio è un sindaco che alla città non piace, che quando si è candidato è andato sotto in termini di preferenze alle liste che lo hanno appoggiato, e quindi deve ampliare a dismisura il numero di candidati, in buona parte meri portatori d’acqua, perché la partita vera si restringe a cinquanta, sessanta aspiranti consiglieri che hanno un reale bacino elettorale, tutto il resto sono dei riempi-lista, con in tasca quella che lui chiama la tessera della città, ma alcuni di loro arrivano da Collelongo o Scurcola marsicana, e hanno cambiato la residenza pochi mesi fa, solo per poter fargli dire che sono di Avezzano”.




