L’AQUILA – Funzionari pubblici compiacenti per far vincere appalti per la messa in sicurezza post-terremoto a ditte loro vicine che, di volta in volta, si spartivano i lavori: con queste accuse il giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella ha rinviato a giudizio 13 persone in tutto, tra tecnici comunali e imprenditori.
Per l’accusa nell’ambito del primo appalto per i lavori all’ex Banco di Napoli, in centro storico, sono stati prosciolti da turbativa i funzionari comunali Mario Di Gregorio, Carlo Cafaggi, Luca Pelliccione, Carmine D’Alessandro, Corrado Nurzia, Danilo Taddei, Mario Biondi, Luigi Caprara, Antonietta Micolucci.
Per la stessa accusa l’imprenditore Elio Gizzi, che ha scelto il rito abbreviato, è stato assolto.
In relazione al secondo appalto per l’ex Banco di Napoli, vanno a processo Giovanni Marzi ed Elisabetta Lonero, accusati di turbativa d’asta.
In relazione all’appalto per altre opere di demolizione di edifici in centro, vanno a giudizio Mario Di Gregorio, Giuseppe Galassi, Carmine D’Alessandro e Luigi Palmerini.
Ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a 9 mesi coi benefici di legge Nello Battoccolo.
Per un appalto per la manutenzione stradale a Sassa, vanno a processo Dante Conti, Fulvio Minicucci, Domenico Contestabile, Pietro Negrini e Marcello Negrini. Disposto il giudizio per Mario Di Gregorio e Luigi Finazzi.
Contestata la corruzione anche all’imprenditore Walter D’Alessandro, accusato di aver pagato una vacanza a Tenerife al dipendente comunale Leoncini e di avergli dato in uso due auto, per avere un suo interessamento al fine di ottenere pagamenti di lavori dal Comune.
Sotto processo per estorsione Carmine D’Alessandro, che avrebbe minacciato suo fratello Claudio di fargli perdere l’appalto per i lavori all’ex Banco di Napoli se non gli avesse dato 25mila euro.
Ha patteggiato un mese, infine, Claudio D’Alessandro, in continuazione con altri reati.






