L’AQUILA – “Apprendo dagli organi di stampa una denuncia pubblica di un parlamentare abruzzese in riferimento ad alcuni fondi che sarebbero stati stanziati nel bilancio di Regione Abruzzo a favore di una non meglio specificata associazione-lista elettorale . È mio dovere, nell’esercizio delle mie prerogative e funzioni di sindacato ispettivo chiedere immediatamente conto a Regione Abruzzo di tale situazione che, se fosse confermata, rappresenterebbe un atto molto grave”.

Lo scrive in una nota il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, del M5S, in riferimento alla questione sollevata dal deputato Pd Luciano D’Alfonso, già presidente della Regione Abruzzo, che mettendo in discussione il bilancio dell’Ente ha fatto sapere: “mi risulta che tra i 1.200 beneficiari di risorse per complessivi 12 milioni di euro all’interno della Legge regionale di stabilità 2023 figurano almeno due liste elettorali presentate in provincia di Pescara, contravvenendo al dettato della normativa sul finanziamento dello Stato ai partiti politici”

Sull’argomento il deputato PD ha presentato un’interrogazione al Parlamento e ha preannunciato che, se entro venerdì prossimo non sarà fatta chiarezza da parte della Regione con un “ravvedimento operoso”, procederà con due distinte denunce alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

E così Pettinari chiede “al governo regionale di riferire in aula nella prossima seduta del Consiglio regionale. Se ci si trovasse davanti ad una irregolarità conclamata potrebbe essere impugnata la legge stessa di bilancio di Regione Abruzzo con tutte le conseguenze del caso. Vale a dire che i tanti Enti e Comuni meritevoli dei contributi regionali rimarrebbero senza fondi”.

“Invito quindi a verificare tali contributi in tempi brevissimi e provvedere in caso di irregolarità ad approvare un emendamento correttivo che cancelli i finanziamenti oggetto della denuncia. Un bilancio che ho votato convintamente contro, pubblicato con un mese di ritardo a causa di molti errori ed oggi attenzionato dalla politica per operazioni a dir poco discutibili che denota una cattiva gestione della cosa pubblica”.

“Sono pronto ad interessare le Autorità preposte laddove non venisse fatta immediata chiarezza a tutela del bene pubblico e della regolarità delle contribuzioni”, conclude Pettinari.