L’AQUILA – Per ora è solo un dietrofront politico causato da una vera e propria levata di scudi, ma l’assessore alle Politiche sociali della Regione Abruzzo Marinella Sclocco può tirare un momentaneo “sospiro di sollievo, perché pare ormai certo che il taglio dei fondi per il sociale non ci sarà”.
Anche perché, racconta l’assessore ad AbruzzoWeb, “è successo di tutto” dopo l’accordo giudicato da lei stessa “da lacrime e sangue” in un’intervista a questo giornale, siglato tra il ministero dell’Economia e le Regioni lo scorso 23 febbraio, e arrivato dopo l’ennesima richiesta di feroce austerity da Bruxelles all’Italia con il “sì” del ministro per le Politiche sociali Giuliano Poletti.
“La Regione avrebbe visto passare da 6 a 2 milioni di euro i fondi nazionali – afferma la Sclocco – il che sarebbe stato un colpo mortale nonostante abbiamo già a disposizione i nostri 11 milioni di euro”.
“L’accordo prevedeva un taglio fondi del 52 per cento, più altri tagli ad altre voci – aggiunge – A quel punto è scattata una ribellione da parte di tutti i soggetti in campo, da noi assessori, ai sindacalisti, ai rappresentanti delle varie associazioni. Ribellione che ha portato a diversi incontri con Poletti e pure con il sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli. Io ho anche inviato una lettera al premier, Paolo Gentiloni“.
“Nel giro di 15 giorni, lo stesso ministero di Poletti ha convocato una riunione i due presidenti delle conferenze Stato-Regioni per confermare il dietrofront”, spiega poi.
Tra l’altro, fa presente la Sclocco, “non solo i tagli non ci saranno, ma è previsto anche un incremento del fondo per il Trasporto dei disabili, da 75 a 112 milioni. Inoltre, si farà in modo di rendere il fondo nazionale strutturale”.
Per ora, comunque, ripete l’assessore, “l’accordo è solo politico. La Regione Abruzzo, sempre più vicina all’Emilia-Romagna come servizi sociali, non avrebbe potuto reggere un colpo simile”, ammette.
“Se taglieranno i fondi altrove? Non lo so – conclude – Adesso la battaglia è per i fondi al sociale, sperando che i tecnici del ministero facciano in fretta a ufficializzare questo passo indietro per noi vitale”.




