L’AQUILA – Ancora un nulla di fatto sulla centrale di compressione a gas che la Snam vuole realizzare alle porte di Sulmona (L’Aquila) e che doveva avere il via libera dal Consiglio dei ministri di oggi, dopo il rinvio del 23 dicembre quando il governo avrebbe dovuto decidere sull’opera.

Vertice interlocutorio lungo e positivo, intanto, com’è stato definito dal fronte contrario all’infrastruttura, oggi in Regione tra i rappresentanti del comitato Cittadini per l’ambiente e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il suo vice con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli, l’assessore alle Aree interne, Andrea Gerosolimo, e il sindaco di Sulmona Peppino Ranalli.

Si è trattato di una “discussione approfondita dalla quale sono emerse due posizioni – spiega ad AbruzzoWeb Mario Pizzola, portavoce degli attivisti – quella della Regione che preferirebbe proseguire la trattativa con Snam e Governo solo sulla centrale di compressione, puntando a quella alimentata ad elettricità anziché a gas come previsto, e la nostra che resta quella di opposizione a entrambi i progetti, anche a quello del metanodotto per il cui tracciato serve una soluzione alternativa fuori dalla dorsale appenninica”.

Una strategia “perdente” per il fronte del ‘No’ “perché farebbe guadagnare tempo ma non scongiurerebbe la realizzazione della centrale a Sulmona”. Inoltre il progetto è unico, anche se è stato scisso in due procedimenti burocratici.

Neanche l’ipotesi, pure avanzata dalla Snam, di insediare una centrale ibrida sul modello francese alimentata sia ad elettricità che a gas, per ovviare a eventuali black out, convince gli ambientalisti.

“Nessuno ci garantisce che col tempo non possa trasformarsi interamente a gas, sarebbe un cavallo di Troia per la Valle Peligna”, aggiunge Pizzola.

La Regione valuterà le osservazioni dei comitati, e nella prossima riunione del Consiglio dei ministri, presumibilmente dopo l’Epifania, quando il progetto dovrebbe tornare sul tavolo del governo, D’Alfonso “si è impegnato a portarle a Roma”.

I comitati, che l’altro giorno hanno occupato l’ufficio del sindaco, hanno per ora ottenuto dal Comune “la condivisione della linea che prevede una strategia unitaria su metanodotto e centrale”. (m.sig.)