L’AQUILA – “Il confronto e la condivisione quali strumenti per una riforma destinata a segnare il futuro della regione: il percorso iniziato oggi è destinato a proseguire per i prossimi due anni, data entro la quale la Giunta ha fissato la dead line per presentare un progetto di riforma del sistema sociosanitario”.
È il messaggio che arriva dalla giornata di studio promossa dalla Regione Abruzzo nell’ambito del progetto “Insieme per il Sociale”, che apre la strada ad una riforma del sistema sociosanitario che va ad incidere direttamente sui bisogni dei cittadini.
La giornata di confronto ha visto la presenza del presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, dell’assessore alle Politiche sociali, Roberto Santangelo, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e del presidente del Formez, Giovanni Anastasi e gli interventi video dei ministri Tommaso Foti (Affari europei, Politiche di coesione e PNRR) e Paolo Zangrillo (Pubblica amministrazione).
“Oltre 9,5 milioni di euro per rafforzare le capacità amministrative, organizzative e professionali del sistema socio-sanitario regionale”: è il quadro richiamato dal ministro per le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, nel video-intervento.
“Rafforzare il welfare territoriale attraverso istituzioni più vicine ai cittadini e capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità”: il videomessaggio del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto con un video.
“Il passaggio è importante e presuppone necessariamente un processo di modernizzazione della Regione in grado di riallineare la pubblica amministrazione ai bisogni dei cittadini”, viene sottolineato in una nota.
“Questo modello – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Roberto Santangelo – sarà necessario costruirlo insieme in un processo che coinvolga il sistema sanitario, con in testa l’assessore Nicoletta Verì, per arrivare alle Università e agi Ambiti sociali che sul territorio misurano i reali bisogni dei cittadini”.
“Stiamo lavorando per un progetto pilota e l’Abruzzo può diventare capofila di un nuovo modello – ha aggiunto – Partendo dall’ascolto dei territori, dal basso, vogliamo riscrivere che cosa è il sociale e cosa sono i servizi per il benessere delle persone e soprattutto dei più fragili”.
Secondo Santangelo, il confronto con università, terzo settore, Comuni ed enti locali rappresenta il primo passo di un percorso tecnico e operativo: “Non solo parlare e raccontare, ma creare regole certe e servizi che vadano incontro alla popolazione più vulnerabile”.
“È un processo complesso – ha detto il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio – perché si va ad intervenire su persone che si trovano in un particolare stato di necessità e fragilità. Ma è necessario farlo, perché dobbiamo sempre misurare l’efficacia delle politiche che si attuano per capire se esse siano adeguate ai tempi o, diversamente, se necessitano di un cambiamento. Il prossimo passo in avanti sarà quello di procedere verso l’integrazione più completa ed efficace tra l’ambito sanitario e quello sociale, dove i confini sono sempre molto labili. Ma io sono convinto che questa sia la strada giusta da percorre”.
La via del confronto sarà battuta già dalle prossime settimane con un percorso già delineato. A cominciare dal raccordo con le Università, le Asl, gli Ambiti territoriali sociali e il Sistema sanitario. Ma partirà anche l’intesa con Formez per la firma di una convenzione che prevede il finanziamento di borse di studio per laureati e laureandi che facciano ricerca in materia di integrazione sociosanitaria.
“L’importante è creare una rete – ha aggiunto Santangelo – perché solo in questo modo si mettono in campo le migliori risorse in grado di alzare l’asticella della qualità. Ma per noi il riferimento principale e irrinunciabile rimangono i bisogni dei cittadini intorno ai quali dobbiamo costruire una cerniera pubblica forte che sia in grado di erogare servizi”.
“La necessità – ha proseguito Santangelo – di tracciare un percorso coerente che porti all’integrazione sociosanitaria è stata ribadita anche dalla Corte dei Conti che nell’approvazione del rendiconto ha parlato di passaggio non più rinviabile. Questo presuppone un piano di investimenti e soprattutto una metodologia che preveda un periodo di sperimentazione limitata ad una Asl”.
Insieme con la Regione, ci sarà anche il Formez che per la Regione Abruzzo sta portando avanti il progetto Hub delle competenze quale strumento per potenziare l’efficacia amministrativa della pubblica amministrazione e valorizzare le risorse.
“L’evento di oggi – ha commentato il presidente di Formez Giovanni Anastasi – è ulteriore testimonianza del rapporto solido tra Regione Abruzzo e Formez. L’attenzione verso il sociale e i territori vede la Regione in prima fila, ed essere partner di tutto questo è un grande riconoscimento che ci rende orgogliosi”.
L’obiettivo è favorire un modello di integrazione socio-sanitaria fondato sulla collaborazione tra Regione, enti locali, Ambiti Distrettuali Sociali, mondo accademico e terzo settore, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione.
Il progetto punta a sostenere la capacità operativa degli Ambiti Distrettuali Sociali, chiamati a tradurre le risorse disponibili in servizi più vicini ai cittadini e ai bisogni dei territori.
“Siamo grati alla Regione Abruzzo che ci coinvolge in una tematica così importante. Per noi e per i nostri dipendenti è fonte di orgoglio – ha aggiunto Anastasi – Le soluzioni che proponiamo sono essere vicini alle fasce più deboli, attivare tutte quelle soluzioni che abbiamo applicato anche in altre realtà e che consentono di raggiungere le persone e i territori, abbattendo le barriere che non sono solo fisiche, ma a volte tecnologiche e, in questo caso, anche sociali”.
FOTI: “9,5 MLN PER SISTEMA SOCIOSANITARIO IN ABRUZZO”
Oltre 9,5 milioni di euro per rafforzare le capacità amministrative, organizzative e professionali del sistema socio-sanitario regionale.
È il quadro richiamato dal ministro per le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, nel video-intervento.
Foti ha parlato di un tema “centrale per il futuro delle nostre comunità”. “Costruire servizi più vicini alle persone, più integrati, più capaci di rispondere ai reali bisogni dei cittadini. Questi sono propositi inconfutabili e veramente positivi”.
Nel suo intervento il ministro ha sottolineato il ruolo della Regione Abruzzo, richiamando una strategia che “mette al centro il rafforzamento delle competenze, della governance e dell’innovazione nei servizi sociosanitari”.? Tra gli interventi citati figura il progetto “Hub delle competenze per l’integrazione sociosanitaria rafforzamento strutturale”, finanziato con 4 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.
L’obiettivo è rafforzare la governance multilivello tra Regione, Asl ed enti locali, sviluppare nuove competenze attraverso la futura Social Academy Abruzzo e promuovere trasparenza, partecipazione e comunicazione istituzionale.
Foti ha ricordato anche altri due interventi collegati: l’Hub delle competenze rafforzamento strutturale, del valore di 4 milioni di euro, e l’Hub delle competenze e servizi specialistici, del valore di 1,5 milioni.
“Parliamo quindi di un investimento complessivo di oltre 9 milioni e 500 mila euro dedicato alla crescita delle capacità amministrative, organizzative e professionali del sistema sociosanitario regionale”, ha detto.
Il ministro ha infine ricordato che l’Accordo per la Coesione tra Governo e Regione Abruzzo mobilita oltre 1 miliardo e 158 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.
“Sono numeri importanti – ha concluso – ma il vero valore di questi investimenti si misura nella capacità di costruire una rete di prossimità più forte, più competente e più vicina alle persone”.
ZANGRILLO: “ISTITUZIONI PIÙ VICINE ALLE PERSONE”
Rafforzare il welfare territoriale attraverso istituzioni più vicine ai cittadini e capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità.
È il videomessaggio del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto con un video all’evento.
Zangrillo ha sottolineato il valore del confronto tra i diversi attori istituzionali, definendolo “sempre più necessario per generare valore nelle nostre comunità”.
Il ministro ha indicato come una delle sfide più importanti del nostro tempo quella di “costruire delle istituzioni che siano prossime alle persone, capaci di ascoltare, comprendere, rispondere ai bisogni reali dei cittadini”.
In questo quadro si inserisce il progetto Hub delle competenze, che Zangrillo ha definito “un ulteriore tassello” con l’obiettivo di “rafforzare la governance del welfare territoriale” e puntare allo “sviluppo” e alla “valorizzazione delle competenze” del personale.
“Il compito delle istituzioni non è quello di inseguire le trasformazioni ma piuttosto quello di governarle”, ha affermato il ministro, richiamando il ruolo delle persone nella pubblica amministrazione: “Uomini e donne che ogni giorno trasformano le politiche pubbliche in servizi concreti”.
Zangrillo ha poi ricordato il ricambio avviato dopo dieci anni di blocco del turnover: “Negli ultimi tre anni oltre 640.000 persone sono entrate nelle amministrazioni pubbliche”.
Secondo il ministro, la curva dell’età media “ha ricominciato a scendere”, passando dai 52 anni del 2021 ai 48 attuali. Spazio anche alla formazione, con il passaggio da una media di 6 ore annue per dipendente a 40 ore. “Assumere non basta”, ha detto Zangrillo.
“Le persone vanno accompagnate, valorizzate, messe nelle condizioni di crescere”. Il ministro ha infine richiamato il polo abruzzese dedicato alla prevenzione e alla gestione delle emergenze: “La vostra terra conosce il valore della resilienza e della ricostruzione”.
“Continuiamo a lavorare insieme – ha concluso – per costruire istituzioni più vicine, servizi più efficaci e comunità più forti”.





