L’AQUILA – Il governo Renzi taglierà 1 miliardo di euro ai Comuni italiani e per il “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009 la stangata arriverà solo a metà, ma la nuova legge sulle procedure della ricostruzione, in particolare quella privata, slitterà al 2015, nonostante la bozza dell’ex sottosegretario Giovanni Legnini sia pronta da mesi e mesi, anticipata da AbruzzoWeb.
È una delle novità contenute nella legge di stabilità passata alla Camera dei deputati e attesa alla definitiva ratifica del Senato. Ad annunciare l’alleviamento delle riduzioni in un incontro con la stampa i parlamentari del Partito democratico Antonio Castricone, deputato, e Stefania Pezzopane, senatrice.
Con loro il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, che ha scherzosamente, ma non troppo, definito i due “parlamentari terremotati”, aquilana l’una, popolese l’altro.
“Il governo ha fissato il taglio di trasferimenti alle amministrazioni – ha ricordato Castricone – per il cratere questo taglio sarà ridotto del 50%, così come per gli altri Comuni terremotati, quelli dell’Emilia Romagna. Un risultato portato a casa assieme all’onorevole Paolo Tancredi del Nuovo centro destra, relatore della legge di bilancio”.
Castricone ha ricordato come la legge di stabilità sia “una coperta corta, è difficile trovare i fondi. Ma anche inaspettatamente, perché nessuno auspicava quella dimensione, siamo riusciti a inserire un finanziamento importantissimo che darà una svolta definitiva alla ricostruzione post-sisma dell’Aquila da 6 miliardi complessivi nei vari anni”.
Tra le altre novità, c’è “il credito di imposta, grazie a un emendamento le imprese che ne hanno beneficiato tra il 2007 e il 2013 ora potranno avere certezza delle agevolazioni. Nel regime de minimis, poi, potranno accedere ad altri finanziamenti in annualità diverse. Senza questa norma avrebbero rischiato di non averlo o solo dopo lungo contenzioso con lo Stato”.
La senatrice Pezzopane ha spiegato che a palazzo Madama “riproveremo a presentare le questioni che non sono passate alla Camera. Tre le direzioni: il personale per la ricostruzione, su questo il lavoro di Castricone può essere utile a me per il convincimento della Ragioneria generale, politicamente sono tutti d’accordo: l’1% del fondo per la ricostruzione si dovrà utilizzare dentro e fuori cratere per tutte le esigenze di personale. Un altro emendamento riguarda la riorganizzazione della filiera delle macerie. Il terzo, infine, le procedure di trasparenza sulla ricostruzione privata come la white list per le aziende”.
Castricone è tornato a chiedere un sottosegretario abruzzese alla Ricostruzione nel governo Renzi “affinché ci sia anche quell’affetto, quell’amore, quella passione vera di chi il problema della ricostruzione post-sisma lo vive sulla propria pelle”.
Castricone ha parlato di “battaglia politica affinché l’Abruzzo abbia un ruolo nel governo. La questione principale dell’Abruzzo – ha ricordato – riguarda L’Aquila e i Comuni del cratere. Rispetto a questo, più che un biglietto da visita o una medaglia da appendersi, chiediamo di avere un ruolo con un esponente abruzzese, al di là di chi sarà, per poter stare nei luoghi in cui verranno prese le decisioni. Vogliamo che queste ingenti risorse siano utilizzate nel modo migliore possibile e nella maniera più rapida”.
Proprio Castricone, assieme alla senatrice Pezzopane, era stato tra i nomi accreditati di una nomina dopo l’uscita dall’esecutivo di Giovanni Legnini che, prima di essere eletto alla vice presidenza del Consiglio superiore della magistratura, era l’unico esponente abruzzese nel governo Renzi.
Al suo posto è stata nominata la piacentina Paola De Micheli ma senza delega specifica alla Ricostruzione.





