L’AQUILA – “Ci stiamo organizzando per denunciare il governo italiano davanti alla Corte costituzionale”.

Passa dalla promessa alla fase operativa il ‘progetto’ di alcuni consiglieri comunali di opposizione dell’Aquila per reagire allo stallo della ricostruzione del capoluogo post-sisma, ad oggi senza fondi, in aperta polemica per il mancato inserimento dei fondi per la ricostruzione nell’ultimo decreto vagliato ieri dal governo.

I dettagli sono stati spiegati questa mattina da Giorgio De Matteis e il capogruppo Udc in Consiglio comunale Raffaele Daniele, che si sta occupando in prima persona della denuncia.

“Ho appuntamento alla facoltà di Economia con tutto il polo giuridico – ha annunciato Daniele – per buttare giù una prima bozza di strategia. L’articolo 9 della nostra Costituzione, al secondo comma, tutela il patrimonio storico e artistico della nazione, l’articolo 42 e il 47 tutelano la proprietà privata e la casa. Su questi articoli, oggi violati proprio dal governo che ha proposto la soluzione decreto per L’Aquila, impronteremo il ricorso e cercheremo di coinvolgere i più grandi giuristi e professori italiani, da Stefano Rodotà a Vincenzo Cerulli Irelli“.

“Il ricorso, una volta firmato, dovrà essere accolto da tutto il Consiglio comunale dell’Aquila – ha proseguito – questo perché vogliamo puntare una strada politica ed istituzionale, sempre rimanendo nella legalità, per riportare la questione aquilana sotto i riflettori nazionali”.

Solite bordate di De Matteis al sindaco aquilano Massimo Cialente, a pochi giorni dalla ‘rimessa a posto’ del tricolore sull’ingresso della sede comunale di Villa Gioia tolto in precedenza dal primo cittadino aquilano come segno di protesta estrema per il mancato stanziamento dei fondi per L’Aquila terremotata”.

“Alcune dichiarazioni del sottosegretario Giovanni Legnini – ha detto De Matteis – sono chiarissime: i fondi non ci sono. Il tema su cui stiamo lavorando, seriamente a differenza del sindaco, è sempre lo stesso, con le grandi difficoltà del momento, ed è quello dell’ultimo decreto varato dal Governo di Roma. Si sapeva che dentro non c’era nulla, lo sapeva anche Cialente, che per tutto il periodo in cui il ministro con la tessera del Pd, Fabrizio Barca, un personaggio che se un giorno dovesse tornare all’Aquila andrebbe preso a calci nel sedere, non ha battuto ciglio e ha sostanzialmente mentito a tutta la cittadinanza”.

“Stiamo cercando di recuperare le risorse finanziarie nei due ministeri-chiave – ha continuato De Matteis – dell’Economia e dello Sviluppo economico. La copertura trentennale di 85 milioni di euro per il mutuo in Cassa Depositi e Prestiti, l’unica via possibile, è al momento indisponibile e questo non lo dico solo io, ma anche Legnini, quindi ci si deve ingegnare per reperire le risorse. Con le forze politiche a noi vicine in Parlamento ci siamo messi in condizione di centrare l’obiettivo che abbiamo in mente”.

Un passaggio molto duro De Matteis lo ha dedicato al ‘modello Emilia-Romagna’ a un anno dal sisma che colpì la regione guidata dal governatore, Vasco Errani, ultimamente tirato in ballo per la cifra garantita dal governo di Roma, i celebri 10 miliardi di euro.

“Non è tutto rose e fiori – ha polemizzato De Matteis – e non è vero che ci sono 10 miliardi disponibili. Errani non riesce a fare tutto da solo, cosa che Cialente dice di fare qui all’Aquila, e a oggi le Ordinanze del Consiglio dei ministri (O.p.c.m., ndr) come commissario straordinario sono 150. La legge sul sisma dell’Emilia Romagna è la copia delle ordinanze di Gaetano Fontana, il nostro ex capo della Struttura tecnica di missione che tanto faceva arrabbiare il sindaco”.