L’AQUILA – Il Comitatus Aquilanus Assemblea cittadina ha presentato alla procura della Repubblica dell’Aquila e all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici un esposto sul bando per la realizzazione di un parco della memoria a piazzale Paoli, in una zona disastrata dal sisma del 6 aprile 2009.

“Nel Bando riformulato la cui scadenza è stata spostata al 31 maggio 2013, attualmente rimandata di nuovo al 28 giugno 2013 – scrivono nell’esposto quelli dell’assemblea cittadina – è stata introdotta una Commissione tecnica per l’aggiudicazione, erroneamente chiamata ‘Gruppo di lavoro’ e ‘a prestazione gratuita’, ma, all’interno della stessa manca un esperto di arte facilmente rinvenibile presso l’Accademia di Belle Arti o tra i Critici d’arte”.

Per l’Assemblea cittadina nel bando mancano anche “i 60 giorni di cui al Codice appalti, una delimitazione precisa delle aree da progettare, l’articolazione degli oggetti da progettare e la conseguente ripartizione delle somme, le professionalità minime richieste con particolare riferimento al ruolo dell’artista e al peso delle stesse nell’elaborazione e quindi nella valutazione professionale ed economica, i parametri di aggiudicazione certi sul peso dell’idea, della capacità tecnica dei proponenti e sul peso dell’offerta economica”.

“Inoltre, il bando per ogni criterio di valutazione – spiega nella nota l’Assemblea cittadina – ai sensi dell’articolo 83, comma 4 del Codice, dovrebbe esplicitare i sub-parametri per assegnare i punteggi 50, 30, 20 previsti. Infatti,così, i 100 punti vengono lasciati alla soggettività dei membri di Commissione con un rischio certo di poca trasparenza e aleatorietà delle scelte e una conseguente arbitrarietà nell’assegnazione della pur consistente, 300 mila euro gara”.

Per l’Assemblea cittadina “Le anomalie segnalate, quindi, continuano a essere certamente rilevanti ai fini della legittimità di tutti gli atti di gara e si può concludere che la procedura di selezione continua a essere in evidente contrasto con tutta la normativa in materia di appalti. L’incompletezza del Bando e le incertezze circa la definizione dei requisiti soggettivi dei professionisti abilitati a formulare proposte e idee progettuali vengono così a  costituire vizi di legittimità che dovremo inevitabilmente sollevare davanti al giudice amministrativo competente”.

“Si torna perciò a invitare – conclude nell’esposto l’Assemblea cittadina – la stazione appaltante a revocare in autotutela il provvedimento che ha dato avvio al procedimento per rimodularlo con riferimenti e parametri certi e più oggettivi”.