L’AQUILA – La visita del premier, Mario Draghi, intervenuto alla inaugurazione all’Aquila del Parco della Memoria in onore delle 309 vittime del terremoto del 2009, ha riacceso i riflettori sulla ricostruzione, offrendo l’occasione, anche alla luce delle rassicurazioni su fondi e coperture da parte dell’ex presidente della Bce, per fare il punto sulla ricostruzione a circa 12 anni dalla tragedia.

In tal senso anche i dati confermano “le velocità diverse” tra ricostruzione privata e pubblica citate dal premier nel suo discorso. Ma non solo i dati fanno emergere una netta differenza tra quanto accade all’Aquila e nel cratere, nel quale insistono 56 comuni, e una cinquantina fuori.

A fare il punto, il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), Salvo Provenzano, e quello dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), Raffaello Fico.

All’Aquila la ricostruzione privata è a oltre l’80 per cento, quella pubblica al 45. Nella frazioni per la ricostruzione privata sono stati già concessi circa 6 miliardi di euro: su 30mila pratiche, ne mancano da evadere circa 800 per un importo di meno un miliardo di euro. Nella ricostruzione pubblica sono stati impegnati circa 2,2 miliardi di euro e spesi circa 1,5. Nei comuni del cratere, la ricostruzione privata è al 50 per cento: in questo contesto insistono 12 comuni con doppio cratere (coinvolti sia nel terremoto dell’Aquila che del 2016-2017 del centro Italia), “che negli ultimi tempi hanno accelerato”, spiega Fico.

Nella privata sono stati impegnati 2,5 miliardi di euro, il fabbisogno è di altri due, per i quali c’è copertura: i progetti sono consegnati per un miliardo di euro, per gli altri ci sarà un anno di tempo, poi ci saranno i commissariamenti. Nella pubblica si è al 30 per cento con le scuole in controtendenza: 60 per cento con la ricostruzione di 80 edifici. Nella pubblica il fabbisogno complesso è di 300 milioni di euro, di cui assegnati circa 180: sono stati spesi circa 100 milioni.

C’è poi il fondo complementare al Pnrr per il quale sono stati stanziati 1,78 miliardi di euro finalizzati a progetti di sviluppo che integrano la ricostruzione: entro il 30 settembre viene approvato il programma per il terremoto dell’Aquila e del Centro Italia.

“Il fabbisogno di Usra è coperto – spiega Provenzano -, procediamo a due velocità, più sostenuto nel privato, meno nel pubblico. Bisogna accelerare anche per poter intervenire sul decoro cittadino per consegnare alla comunità una città migliorata rispetto al passato. Più sicura e più vivile. Siamo orgogliosi delle belle parole del premier, anche quelle che sottolineano la collaborazione con gli enti locali. Ci caricano ancora maggiori responsabilità nel completare la ricostruzione e sull’utilizzo in tempi celeri del fondo complementare al Pnrr”.

“Gli uffici speciali – chiarisce Fico – hanno lavorato per accelerare sulla ricostruzione privata, ora come soggetti attuatori in quella pubblica, come da recente norma, ci sono le premesse per velocizzare anche in questo senso. Andiamo avanti a testa bassa nella consapevolezza che gli uffici speciali potrebbero essere anche un valore aggiunto molto prezioso per lo sviluppo futuro dei terrori. Quindi non solo per la ricostruzione”, conclude Fico.