L’AQUILA – Entro due anni, secondo le proiezioni dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere (Usrc), saranno approvate tutte le pratiche edilizie nei 56 comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, e dunque dopo la fase di cantiere, si può prevedere che la ricostruzione potrà dirsi conclusa nel 2029.
Se da una parte si fa di tutto per accelerare, accade però dall’altra che tante case ricostruite non possono avere la certificazione di agibilità, e non possono essere riabitate, solo perché si registrano ritardi anche di mesi e mesi, per l’ultimo esiziale passaggio: l’allaccio delle utenze, a carico delle varie società private.
Il problema lo espone ad Abruzzoweb il titolare Usrc, l’ingegnere Raffaello Fico, che annuncia una stretta sui gestori inadempienti e ritardatari, minacciando di far scattare le penali, previste dalla legge 125 del 2015, finora poco o per nulla utilizzate.
“È un problema purtroppo diffuso – spiega Fico -, e in particolare relativo all’utenza del gas, in misura minore per altre utenze, come acqua e corrente elettrica. Noi impieghiamo anni per progettare, appaltare e far concludere i lavori, finanziati da soldi pubblici, dei contribuenti, al fine di restituire le abitazioni, poi però non possono essere abitate e i proprietari restano fuori dalla porta, e non possono nemmeno vendere o affittare la loro abitazione. Una situazione che va assolutamente risolta, e le penali possono essere uno strumento molto efficace”.
Un problema che è emerso in particolare per Sant’Eusanio Forconese e per la sua frazione di Casentino, sollevato con forza dal sindaco Deborah Visconti, e scorsa sono arrivati settanta studenti delle università di Francia Grecia Belgio oltre che dalla Federico II di Napoli nell’ambito di un progetto internazionale di cui sono partner la stessa Usrc e il comune di Sant’Eusanio Forconese. Con l’obiettivo di proporre progetti di riqualificazione di due ex scuole e per studiare le tecniche di ricostruzione in particolare relativamente alla sicurezza sismica, adottate nel cratere sismico 2009 per molti aspetti all’avanguardia e di modello a livello internazionale. Peccato però che più una abitazione, ricostruita in modo esemplare, resta vuota per mancanza di utenze.
“Con il comune di Sant’Eusanio Forconese abbiamo avuto più di un incontro e lo stesso stiamo facendo con gli altri comuni che hanno questo problema,. Ho anche posto con forza il tema nell’ l’incontro con il Tavolo coordinamento dei sindaci”.
A strettissimo giro dunque si organizzeranno degli incontri con gli stessi gestori per capire le ragioni dei ritardi.
Del resto, osserva Raffaello Fico, “per quanto riguarda le opere dei sottoservizi abbiamo a disposizione 300 milioni di euro da qui alla fine della ricostruzione, con appalti in capo ai Comuni, alcuni dei quali hanno chiesto il nostro supporto come stazione appaltante. Abbiamo già realizzato la mappatura completa su dove si deve intervenire, prevalentemente nei centri storici dei 56 comuni. Parliamo non solo di ripristino e ammodernamento dei sottoservizi esistenti ma anche della realizzazione ex novo lì dove i sottoservizi non ci sono”.
Il sisma del 2009 ha lasciato dietro di sé 23.240 abitazioni inagibili nel cratere sismico, e 3.610 fuori cratere. Dopo 16 anni, e con tanto tempo perso nell’immediato post sisma per stabilire regole, governance e filiere tecniche, i lavori, dati aggiornati a inizio dicembre, sono terminati per 12.182 abitazioni, nel cratere, e per 2.156 abitazioni fuori cratere. In corso ci sono poi 935 cantieri.
Per quanto riguarda la ricostruzione privata, sono stati concessi 2,9 miliardi di contributi. Gli iniziali piani di ricostruzione di tutti e 56 comuni, ma solo per i centri storici, erano stati stimati per 3,1 miliardi, e si è più o meno al 70% in termini di approvazione delle pratiche, che riguardano ormai essenzialmente i centri storici, con i progetti pressoché tutti già consegnati.
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica sono stati approvati invece 268 progetti, per le scuole 127 progetti, per 128,4 milioni.
Una accelerazione si è registrata comunque da gennaio 2024, stando agli ultimi dati diramati dall’Usrc, con 257 pratiche di ricostruzione privata per 266 milioni di euro, 759 stati di avanzamento lavori (sal), per un valore complessivo di 140 milioni di euro. Nell’ambito della ricostruzione pubblica, sono stati assegnati 12 milioni di euro a 21 enti, mentre 12,3 milioni di euro sono stati erogati a 51 Comuni ed enti.






