L’AQUILA – A circa tredici anni dal terremoto del 6 aprile 2009, comincia a vedere la luce l’intervento di ricostruzione della storica scuola media “Mazzini”, all’Aquila, in via Filomusi Guelfi, poco lontano dal Palazzo di Giustizia.

Il Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna ha lanciato un appalto da 7 milioni di euro per restituire agli studenti, nel giro di tre anni, un edificio all’avanguardia. La gara è alle battute decisive dopo che i termini per la partecipazione delle imprese sono scaduti nelle scorse settimane.

L’apertura della documentazione amministrativa, primo atto nell’iter di assegnazione dell’appalto, inizialmente prevista per lunedì scorso è stata rinviata a data da destinarsi.

Secondo quanto si è appreso, entro un mese l’importante commessa dovrebbe essere assegnata alla azienda che avrà fatto la migliore offerta tecnica ed economica, la quale poi aprirà il cantiere.
Alla luce del grave ritardo nella ricostruzione pubblica soggetto a bandi pubblici e non ad affidamenti diretti in deroga alle norme sugli appalti, come accaduto nella ricostruzione privata che è alle fasi finali, il Provveditorato sta velocizzando le procedure per cercare di recuperare, almeno in parte, il tempo perduto.

Per l’espletamento della gara relativa alla scuola “Mazzini”, il provveditore Vittorio Rapisarda ha  nominato i componenti delle due commissioni, tecnica ed amministrativa, incaricate di esaminare le offerte delle imprese in lizza per aggiudicarsi l’appalto.

L’ingegner Roberta Valerio è a capo della commissione amministrativa e offerta economica, mentre quella relativa alla valutazione delle offerte tecniche è stata affidata all’ingegnere Enrico Bentivoglio.

Altri membri delle due commissioni sono le dottoresse Viviana Viola, Federica Rocchio per la parte amministrativa e offerta economica, e l’ingegner Marta Fiorelli e l’architetto Giuseppe Crisciotti per la valutazione delle offerte tecniche, con le dottoresse Federica De Sanctis e Uliana Corazza presenti in entrambe.

Il progetto di recupero dell’edificio di Villa Gioia, chiusa per i gravi danni causati dal terremoto del 2009, aveva ricevuto l’approvazione della Giunta comunale nel 2017 e in seconda battuta, nel 2019, con una modifica su alcuni standard relativi ai parcheggi.

Funzionalità e avanguardia tecnologica le parole chiave della nuova sede, che prevede un ridimensionamento dell’edificio per ospitare 350 alunni, la realizzazione di ambienti didattici adatti a diverse attività, spazi verdi e aree sociali per favorire l’incontro e la partecipazione.

“Il tempo utile complessivo per la progettazione esecutiva è fissato in sessanta giorni naturali e consecutivi decorrenti dal provvedimento del responsabile del procedimento di dare inizio alla stessa progettazione. Il tempo utile complessivo per l’esecuzione dei lavori è fissato in 730 giorni naturali decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori”, si legge in una nota del Provveditorato alle Opere Pubbliche.

Salvo imprevisti dunque, ci vorranno tre anni prima che la “Mazzini” torni in pianta stabile nella sua vecchia sede.