L’AQUILA – Ha passato la notte in brandina all’interno della struttura antisismica del Circolo didattico “Amiternum-Marconi” dell’Aquila un 57enne di Paganica di Montereale (L’Aquila), affetto da un tumore e scappato ieri dalla sua vecchia casa insieme alla sua famiglia per cercare un riparo sicuro dalle scosse di terremoto e dalla tantissima neve che stanno segnando una parte del Centro Italia.

L’uomo, arrivato nel pomeriggio di ieri tra le circa 500 persone ospitate nel Musp con il coordinamento della Protezione civile dell’Aquila, era impegnato nella costruzione di una nuova casa in cui vivere, in un territorio, quello dell’Alto Aterno, che da tempo fa tremare di paura gli abitanti anche del territori limitrofi.

Insieme al 57enne, che non ha potuto usufruire dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila a causa di stop ad alcune attività, c’è anche una giovane nipote, Francesca, che vive a Pizzoli (L’Aquila), in una abitazione già segnata dalle scosse di agosto e ottobre 2016.

La giovane donna racconta ad AbruzzoWeb delle tante difficoltà degli ultimi tempi, delle nottate un macchina con la figlia, della mamma malata e della “guerra” per cercare di prendere in affitto una abitazione antisismica, di quelle provvisorie costruire per l’emergenza terremoto del 2009.

“Purtroppo – dice a questo giornale – è una situazione che è tornata a far male. E vedo che il terremoto del 2009 ha insegnato poco e niente, non mi pare ci sia la consapevolezza necessaria ad affrontare altri terremoti”.

“Lavorando qui – dice ancora – è difficile andare via, ma ammetto che la storia si fa sempre più pesante. Se potessi, andrei via con mia figlia”.