L’AQUILA – “Domani saranno trascorsi due mesi dal terribile sisma che ha colpito Amatrice e altri paesi del Centro Italia. Una tragedia che ha scosso tutto il Paese, e per cui la comunità aquilana si è sentita da subito coinvolta in prima battuta. Per la vicinanza geografica ai luoghi colpiti, certo, ma anche per la comunanza con il dramma che abbiamo vissuto nel 2009. È stata grande la prova di solidarietà che come aquilani abbiamo dato ai nostri fratelli colpiti dal terremoto, spontaneamente o attraverso strutture organizzate come la Protezione civile”.
Esordisce così una nota di Stefano Albano, segretario Partito Democratico L’Aquila, in occasione dei due mesi del sisma del 24 agosto, 24 agosto che ha devastato il Centro Italia, provocando 298 vittime.
LA NOTA DI ALBANO
“Come Partito democratico a seguito di quell’evento abbiamo intitolato la Festa regionale dell’Unità che si è tenuta all’Aquila il mese scorso ai temi della prevenzione e della ricostruzione, avendo dal Pd il riconoscimento di evento nazionale. Proprio perché abbiamo vissuto sulla nostra pelle una tragedia del genere, pensiamo di potere dare un contributo concreto nel suggerire le buone pratiche in questo settore così centrale per il vivere civile. Ci soddisfa rilevare che nel mettere a punto il provvedimento per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma il governo ha accolto alcuni accorgimenti emersi come necessari proprio a seguito dell’esperienza aquilana: penso all’ufficio speciale, alla procedura semplificata per ricostruire gli edifici classificati B, all’intuizione resa norma di sostenere le attività economiche e produttive. Come chiedemmo noi nella ricostruzione dei nostri territori, il meccanismo delle white list per imprese e progettisti appare severo e stringente.
Il nostro obiettivo, la nostra battaglia è che questo circolo di idee e buone pratiche aquilane e non solo (quelle già individuate e altre) sia trasferito dall’esperienza alla normativa, che possa far vita a un corpus di misure utile a ogni evenienza, per non ricominciare sempre daccapo. L’elaborazione degli aquilani, le nostre proposte e le nostre battaglie hanno avuto funzione di avanguardia nell’individuazione degli strumenti, che devono diventare patrimonio nazionale.
Fatto salvo che ogni calamità è diversa come diverse sono le risposte necessarie, siamo convinti che alcune regole e priorità debbano essere codificate come cornice. Questo è il contributo che possiamo dare perché la nostra esperienza di battaglie, sudore, dolore e competenze acquisite sul campo non sia occorsa invano. Oggi è possibile con l’aiuto di un governo e una maggioranza sensibili su queste tematiche.






