L’AQUILA –  Reperire  i 600 milioni mancanti per l’annualità 2026, per la ricostruzione 2009 del Cratere e delle aree fuori Cratere, con un’azione congiunta nei confronti degli organi centrali, per sollecitare l’utilizzo delle economie residue provenienti da altre ricostruzioni. Qualora tale strada non risultasse percorribile, si procederà con una richiesta di stanziamento ad hoc in sede di Legge di Bilancio, in autunno.

Questo in sintesi l’esito dell’incontro che si è svolto questa mattina, presso la sede dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Cratere (Usrc) a Fossa, a cui hanno partecipato i sindaci rappresentanti delle Aree Omogenee, il coordinatore e il vicecoordinatore del Cratere, Gianni Anastasio e Massimiliano Giorgi, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il titolare dell’Usrc, Raffaello Fico.

Il tavolo dei sindaci, si legge nella nota congiunta, si è riconvocato per discutere anche di Restart2, in una data ancora da concordare, ovvero sulla ripartizione di 110 milioni di euro tra L’Aquila e gli altri comuni del cratere 2009, fermi da mesi, perché non c’è accordo formale.

Altro nodo centrale, si legge sempre nella nota congiunta, è stato quello relativo alla possibilità di estendere anche ai territori colpiti dal sisma 2009 le agevolazioni previste dal recente Decreto-Legge Economia (20 giugno 2025), già applicate con efficacia alle aree interessate dal sisma 2016 attraverso il Superbonus.

Infine, è stata discussa la questione dell’anticipazione dei fondi per i servizi tecnici relativi alla progettazione dei sottoservizi, considerata un’azione strategica per dare avvio agli interventi di rigenerazione urbana sia nella città dell’Aquila che nei comuni del Cratere 2009. La richiesta verrà inoltrata alla Struttura di Missione competente, con l’obiettivo di portarla all’attenzione del CIPESS entro l’estate.

A margine dell’incontro, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha dichiarato: “Questo incontro rappresenta un passo significativo verso la ripresa e la ricostruzione dei nostri territori. È fondamentale che le istituzioni centrali ascoltino con attenzione le esigenze delle comunità locali e agiscano con tempestività. La collaborazione tra tutti gli attori coinvolti è la strada giusta per tornare a una piena normalità”.

Il coordinatore dei sindaci del Cratere, Gianni Anastasio, ha aggiunto: “L’unione di intenti e la condivisione di strategie sono il nostro punto di forza. Continueremo a lavorare affinché le risorse vengano indirizzate in modo rapido ed efficace, per restituire dignità e prospettive alle nostre comunità”.

Come già riferito dal questa testata l’ultimo stanziamento per la ricostruzione post sisma 2009, risale al secondo governo Pd e M5s di Giuseppe Conte, 2,7 miliardi di euro, di cui sono rimasti 750 milioni bastevoli per coprire tutto il 2025.

Poi il resto, 1,2 miliardi di euro circa saranno disponibili dal 1 gennaio 2027 fino al 2030. Visto che il tiraggio degli ultimi anni è stato superiore a quello preventivato, resterebbe scoperto però il 2026, appunto per 600 milioni di euro.

Da qui la necessità di fare pressione sul governo per ottenere una anticipazione.

Per quanto riguarda il Restart2, ovvero fondi a valere sul 4% di quelli per la ricostruzione edilizia, utili a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, di valorizzazione delle risorse locali per la crescita sostenibile, è andato in scena uno scontro tra il sindaco Biondi, responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, ex sindaco di  Villa Sant’Angelo, e  Anastasio, sindaco di Pizzoli, storico esponente del Pd e coordinatore dei comuni del cratere.

Nelle rispettive interviste ad Abruzzoweb, Anastasio sosteneva che Biondi continuasse a pretendere per L’Aquila l’80% della somma, ben 88 milioni, lasciando il resto, il 20%, pari a 22 milioni a tutti gli altri comuni del cratere e questo ha finora bloccato l’accordo. Biondi aveva però assicurato il contrario, confermando che la quota di ripartizione sarà del 60-40%.

Ad oggi, però, è ancora tutto fermo, nonostante i soldi siano stati trasferiti tre mesi fa dalla Protezione civile nazionale nelle casse della Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino.