L’AQUILA – Una strategia da mettere in campo sinergicamente da parte del Comune dell’Aquila e dai Comuni del cratere sismico 2009, per ottenere almeno 600 milioni di euro necessari al fabbisogno economico della ricostruzione post sisma per l’anno 2026, ad oggi scoperto.
Questo il tema che sarà affrontato questa mattina dalle 8.30 nella sede dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), a Fossa, tra i sindaci del Tavolo di coordinamento dei sindaci, presieduto da Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi.
Il tema, come rivelato ad Abruzzoweb da più di un partecipante, è stato già al centro del Tavolo che si si è tenuto la scorsa settimana, assieme a quello del fondo Restart2, 110 milioni di euro fermi da mesi, perché non c’è accordo formale, sulla quota di ripartizione tra comuni del cratere e capoluogo.
Al tavolo avevano preso parte oltre ad Anastasio, il vice coordinatore Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale, Giammario Fiori, sindaco di Tornimparte, Manuele Tiberli, sindaco di Colledara (Teramo), Matteo Pastorelli, sindaco di Castel Del Monte, Paolo Federico, sindaco di Navelli, Rodolfo Margarelli, sindaco di Goriano Sicoli e Domenico Nardis, sindaco di Villa Sant’Angelo e Lanfranco Chiola, vicesindaco di Cugnoli (Pescara).
Il primo nodo, entrando nel dettaglio, è rappresentato dal rifinanziamento della ricostruzione post sisma, costata già circa 13 miliardi di euro.
L’ultimo stanziamento risale al secondo governo Pd e M5s di Giuseppe Conte, 2,7 miliardi di euro, di cui sono rimasti 750 milioni bastevoli per coprire tutto il 2025.
Poi il resto, 1,2 miliardi di euro circa saranno disponibili dal 1 gennaio 2027 fino al 2030. Visto che il tiraggio degli ultimi anni è stato superiore a quello preventivato, resterebbe scoperto però il 2026, appunto per 600 milioni di euro.
Da qui la necessità di fare pressione sul governo per ottenere una anticipazione.
La Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino, è emerso nel tavolo, ha annunciato in una interlocuzione con Anastasio che sarà approvato un decreto che istituirà un fondo unico per le emergenze, in cui saranno ricompresi anche i fondi per la ricostruzione 2009, quelli però dal 2027 in poi.
Da questo punto di vista i sindaci di centrodestra e centrosinistra hanno concordato nel fatto che il ruolo di Biondi da questo punto di vista è determinante, vista la vicinanza e all’influenza che può esercitare sul governo di centrodestra di Giorgia Meloni, eletta tra l’altro alle politiche del 2023 nel collegio L’Aquila Teramo, ed anche nella veste di responsabile nazionale enti locali di Fdi nonchè di presidente regionale Anci.
Nei 600 milioni, va anche ricordato, sono ricomprese anche le risorse necessarie per rinnovare i contratti dei cococo della ricostruzione, senza il cui apporto si verificherebbe la semi paralisi della filiera burocratica, in particolare nei comuni già a corto di personale.
C’è poi il nodo del Restart2, ovvero fondi a valere sul 4% di quelli per la ricostruzione edilizia, utili a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, di valorizzazione delle risorse locali per la crescita sostenibile. Su di essi è andato in scena uno scontro tra il sindaco Biondi, responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, ex sindaco di Villa Sant’Angelo, e Anastasio, sindaco di Pizzoli, storico esponente del Pd e coordinatore dei comuni del cratere.
Nelle rispettive interviste ad Abruzzoweb, Anastasio sosteneva che Biondi continuasse a pretendere per L’Aquila l’80% della somma, ben 88 milioni, lasciando il resto, il 20%, pari a 22 milioni a tutti gli altri comuni del cratere e questo ha finora bloccato l’accordo. Biondi aveva però assicurato il contrario, confermando che la quota di ripartizione sarà del 60-40%.
Ad oggi, però, è ancora tutto fermo, nonostante i soldi siano stati trasferiti tre mesi fa dalla Protezione civile nazionale nelle casse della Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino.





