L’AQUILA – “Il tempo non cancella il dolore, lenito dalla forza del ricordo che ci sostiene. Vicini, oggi come ieri, ai familiari delle vittime, agli amici ed ai parenti che hanno perso troppo. Ricordiamo proprio affinché nessuno dimentichi, perché questa giornata non diventi mai una giornata qualunque. L’insegnamento deve perdurare nel tempo, diventare prevenzione e consapevolezza”.
Sono le parole del sindaco di Fagnano Alto Francesco D’Amore, che ieri alle 20 era assieme ai concittadini nel momento di raccoglimento dinanzi al Monumento del Ricordo in Piazza a Corbellino, a cui ha fatto seguito la processione e la messa.
Fagnano ha ricordato le 309 vittime del terremoto e, in particolare, i suoi concittadini volati via: Iolanda Capassso, Alessia Di Pasquale, Maria Pia Bernardi, Vincenzo Giannangeli, Riccardo Giannangeli e Vittoria Silvestrone. A seguire una breve processione e la messa del Giovedì Santo.
Rinnovata anche la vicinanza ai familiari e il grazie a quanti, nell’immediato post terremoto, sono accorsi per aiutare.
Come Aldo Baia, che fu Capo campo a Fagnano Alto e che anche oggi ha speso parole di profondo affetto, ricordando quei giorni duri.
“In quei giorni siamo riusciti a farci apprezzare e a sistemare tutte quelle persone che avevano perso una casa. Sono nate amicizie e amori indissolubili, che durano ancora oggi e resistono nel tempo, come resiste la gente abruzzese, popolo forte”.
Al messaggio di Aldo Baia si riallaccia il primo cittadino D’Amore. “Coltiviamo la memoria di chi non c’è più, trovando nella vita che ci è stata affidata il senso di andare avanti, anche per loro: costruendo un futuro sicuro”, ha sottolineato il sindaco – Il dolore non si attenua con lo scorrere del tempo. Il terremoto ha cambiato improvvisamente le vite di noi tutti, lasciandoci un grande senso di perdita. C’è chi ha perso affetti, chi la propria casa o il lavoro: sogni infranti, sacrifici spezzati. Per questo, di fronte alla fragilità della nostra vita, oggi più che mai riflettiamo sulle cose importanti: su quei valori che non sono cose e che devono accompagnare i nostri giorni. Riflettiamo e ricordiamo: impegniamoci sempre e portiamo avanti degnamente la ricostruzione sociale della nostra comunità”.






