L’AQUILA – “Noi dobbiamo produrre una norma quadro riguardante i disastri, che non determini ogni volta il tiro alla fune per le risorse finanziarie, risorse umane, risorse di flessibilità, di azzeramento delle procedure per poter ripartire”.
L’ennesimo appello ad una legge che fissi finalmente in Italia il “chi”, il “cosa” e il “come” a seguito di uan catastrofe e’ arrivata dal senatore del partito Democratico Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione Abruzzo.
Intervenendo in aula giovedì scorso, dopo che, ad apertura dei lavori, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha ricordato, a dieci anni di distanza, il sisma che ha colpito L’Aquila e il Centro Italia, il 6 aprile 2009, e ha chiesto all’Assemblea di osservare un minuto di silenzio.
D’Alfonso seppure al netto delle competenze marginali della Regione nella gestione della ricostruzione, ha avuto un ruolo politico da protagonista nel cratere 2009. E ancor di più come subcommissario per la ricostruizione del sisma del centro Italia del 2016-2017.
Lo stesso premier Giuseppe Conte a margine della fiaccolata della memoria del 5 aprile, aveva concordato sulla necessità della normativa evocata da D’Alfonso in aula.
“Una comunità è fatta di leggi – ha detto poi D’Alfonso – , è fatta di reddito, è fatta di ambizioni, ma è fatta anche di memoria collettiva, che consente la resistenza e la resilienza, quando si presentano difficoltà, situazioni di dolore, incertezze nella condotta. L’Aquila ha conosciuto un terremoto di proporzioni anche scientificamente mai avvertite, in quella parte del territorio del centro dell’Italia, se non si torna indietro al 1703. Sono state colpite vite umane, da un terremoto ‘contro’ L’Aquila, non ‘della’ città dell’Aquila, che lascerà il ricordo del dolore per decenni. A cosa serve ricordare in momenti come questi? A prendere le misure circa le cose fatte, ma sopratutto serve a stabilire un livello collettivo di maturità, anche dentro l’ordinamento”.
A seguire l’appello alla prevenzione.
“Ricostruire, invece di farlo in anticipo dal punto di vista della prevenzione, costa sei volte di più. E allora, come ha insegnato il maestro e senatore a vita Renzo Piano, c’è bisogno di rammentare e rammendare, ma in anticipo, prima che i disastri accadano. Come ha detto un grande senatore, Gianfranco Miglio, lo Stato si fa riconoscere se sa reagire ai disastri”.
Ultima citazione D’Alfonso la riserva al leader dei Radicali scomparso Marco Pannella, teramano.
“Il grande abruzzese avrebbe detto che serve pertinacia, povvero la pertinente tenacia. Noi a L’Aquila stiamo vedendo le mura, anche più belle di prima. Il problema è che quelle mura non raccontano vita e ambizione. Deve tornare la vitalità economica e culturale, la solidarietà e la fiducia”.





