PESCARA – “Sono basito per la reazione di Sospiri, come componente dell’ufficio di Presidenza della Regione, curerò ancor meglio gli interessi del mio territorio, e faccio risparmiare anche soldi alle casse del Comune”.

Rocco D’Alfonso, sindaco di Penne (Pescara), risponde piccato agli attacchi del capogruppo di Forza Italia all’Emiciclo, Lorenzo Sospiri, ad una settimana dalla sua nomina nello staff del presidente Luciano D’Alfonso. Ritenuta da Sospiri “inopportuna politicamente”, un “premio” per non essersi opposto alla chiusura del punto nascita di Penne, alla probabile chiusura del pronto soccorso e al declassamento del nosocomio.

Visto poi che a Penne si vota a primavera, la nomina, insinua Sospiri, è un esempio di “promoveatur ut amoveatur”, di promozione al fine di rimuovere l’ipotesi di una possibile ricandidatura di D’Alfonso, “in modo da far spazio al candidato scelto dallo stesso Luciano D’Alfonso”.

“Solo demagogia – liquida le accuse Rocco D’Alfonso – non ho affatto rinunciato alla candidatura a sindaco, non ho sciolto la riserva perché solo nei prossimi giorni, nel direttivo del mio partito decideremo se fare o meno le primarie, ed è comunque fantascienza pensare che l’intenzione del presidente D’Alfonso sia stata quella di farmi fuori dalla competizione elettorale. Lui mi ha preso solo perché come amministratore e come docente universitario che si occupa di contratti pubblici, ho determinate competenze che nell’ufficio di presidenza erano necessarie”.

Alle primarie, va detto, ad ora l’unico che potrebbe partecipare è il vicesindaco Ennio Napoletano, anche lui Pd, sponsorizzato dall’assessore regionale Donato Di Matteo.

“Non c’è comunque nessuna incompatibilità giuridica – sottolinea Rocco D’Alfonso – tra il far parte dello staff di presidenza e l’essere sindaco, ora ed eventualmente anche in futuro. E dico di più, non può che essere un vantaggio per un amministratore pubblico lavorare in Regione, nei gangli del potere regionale, si pensi solo alla maggiore facilità nell’acquisizione di informazioni”.

Tra i vantaggi, Rocco D’Alfonso tiene a sottolineare poi anche quello di natura economica per casse del Comune di Penne.

“Nell’ufficio di presidenza – spiega infatti il sindaco – ho sottoscritto un contratto part time, di categoria B, guadagnerò 1.400 euro lordi al mese, ma contemporaneamente sarà dimezzato il mio compenso da sindaco, che era finora di 1.950 euro lordi. Farò risparmiare al mio Comune, a conti fatti, quasi 1.000 euro al mese”.

Infine D’Alfonso bolla come “autentica sciocchezza”, l’accusa di Sospiri di non aver difeso il punto nascita dalla chiusura.

“Abbiamo fatto tutto il possibile, e la partita non è affatto finita: insieme ad altri sindaci dell’Area vestina abbiamo inviato un istanza per la deroga alla chiusura del Punto nascite, alla luce del decreto di dicembre del ministro Beatrice Lorenzin, che consente il mantenimento dei piccoli punti nascita in aree disagiate. E stiamo difendendo anche il nostro ospedale, partendo dalla consapevolezza che non arrivando ai 60 mila ricoveri l’anno, l’unica possibilità è essere riconosciuti come ‘presidio di area disagiata’, e conservare così il pronto soccorso h24, il reparto di medicina generale e quello di chirurgia: una strategia condivisa da tutti i sindaci del territorio Vestino”.