L’AQUILA – Il questore dell’Aquila, Giovanni Pinto, punisce i poliziotti aggregati che qualche tempo fa hanno inviato una lettera al prefetto, Francesco Alecci, decurtando dal loro stipendio il compenso equivalente a 5 giorni lavorativi.
A darne notizia ad AbruzzoWeb è Fabio Lauri, segretario generale provinciale dell’Aquila del Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (Siulp), che parla di un “clamoroso provvedimento disciplinare” preso nei confronti dei colleghi solo “per aver fatto appello al prefetto in qualità di rappresentante del governo”.
Nei giorni scorsi Pinto ha comunicato le ragioni del provvedimento ai questori delle sedi di provenienza degli aggregati, che sono i deputati a procedere alla contestazione.
“Il Questore Pinto, ritenendo biasimevole l’appello dei colleghi aggregati al rappresentante del governo in cittá, a sua insaputa, ha proceduto con una segnalazione che, solo dopo, a opera dei rispettivi dirigenti territoriali di appartenenza degli aggregati, si è concretizzata in contestazione disciplinare che potrebbe determinare una decurtazione stipendiate per i colleghi coinvolti che può variare, a norma della legge 737/81, da 1 a 5 giornate mensili”, specifica Lauri.
Nella lettera, come spiega Lauri, i cinque poliziotti aggregati avevano segnalato la difficile situazione che la città vive in merito alla sicurezza, chiedendo di poter restare in attesa dell’assegnazione definitiva del personale che deve essere trasferito all’Aquila.
LA LETTERA INVIATA AL PREFETTO
I poliziotti chiedevano inoltre ad Alecci di inoltrare la missiva alla segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezza, cosa poi messa in atto dal prefetto, come riporta Lauri.
La motivazione addotta dal questore per questo provvedimento è di “insubordinazione – spiega ancora il segretario del Siulp – si è sentito scavalcato perché i miei colleghi si sono rivolti al prefetto e non a lui”.
I poliziotti che hanno firmato la lettera (solo due hanno per il momento già ricevuto la comunicazione del questore) fanno parte della quindicina di aggregati ancora in servizio degli 80 giunti in provincia a seguito del terremoto.
Lauri riferisce anche di una discordanza tra le motivazioni date da Pinto rispetto al provvedimento e quelle addotte invece dai questori delle sedi di provenienza degli aggregati.
“In una lettera, per esempio – spiega – si afferma che la causa della punizione è legata a ‘inopportune considerazioni riguardo un prolungamento dell’assegnazione temporanea, esprimendo giudizi e valutazioni inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica’. Insomma, non hanno condiviso a pieno la posizione del questore dell’Aquila”.
“Esprimiamo solidarietà ai nostri colleghi – afferma Lauri insieme a Sabatino Romano del Sap – che oltre al danno subito in qualità di poliziotti e di cittadini, si troveranno a dover sborsare de soldi ingiustamente. Attiveremo tutte le procedure necessarie per la loro difesa”.
ANCHE IL COISP SOLIDALE CON GLI ”AGGREGATI”
Anche il sindacato Coisp dell’Aquila “si schiera con i colleghi, i poliziotti aggregati che hanno ricevuto una contestazione disciplinare su segnalazione dell’attuale questore, Giovanni Pinto”.
“Bene hanno fatto gli altri sindacati di polizia a denunciare quest’episodio – scrive il segretario provinciale, Santino Li Calzi – il Coisp ne condivide la problematica e si dichiara sin da ora disponibile a intraprendere le iniziative opportune a sostegno dei poliziotti colpiti da quest’ulteriore iniziativa nei loro confronti”.
“Togliere dei soldi a chi già, come molti cittadini, deve fare i conti con l’attuale crisi economica significa non preoccuparsi minimamente dei problemi dei propri dipendenti e denota la volontà di infierire su chi ha già molte altre cose cui pensare in una città completamente da ricostruire”, aggiunge Li Calzi.
Il rappresentante sindacale annuncia che “per dare un segno tangibile ai colleghi colpiti dall’ingiusto provvedimento, il Coisp ha intenzione di lanciare una sottoscrizione a favore dei poliziotti per raccogliere la somma necessaria alla difesa nei procedimenti ed eventualmente sostenere le spese per pagare la sanzione pecuniaria che non riteniamo giusta”.
“A tal fine, se le situazioni lo richiederanno, il Coisp provvederà ad aprire un conto corrente dedicato esclusivamente alla raccolta di fondi a favore dei poliziotti aggregati”, conclude Li Calzi.





