AVEZZANO – Viene arrestato con rito direttissimo, ma lui si taglia le vene nel tribunale di Avezzano (L’Aquila), dopo l’udienza, per evitare il carcere. 

Alla fine, dopo aver dato in escandescenza, è stato ammanettato. 

Si tratta di E. A., finito ieri mattina, come riporta marsicalive.it, davanti al giudice Daria Lombardi per inosservanza delle prescrizioni previste dalla sorveglianza speciale a cui era sottoposto a causa di una serie di reati. 

Nei suoi confronti è stata applicata la misura cautelare in carcere e lui ha reagito in modo violento, ferendosi ai polsi.
 
Era finito davanti al tribunale perché il giovane nei giorni scorsi aveva violato la restrizione del divieto di andare a Capistrello (L’Aquila), recandosi da un amico, che però lo ha denunciato, chiamando i carabinieri. 

È scattata così l’udienza con rito direttissimo. La decisione lo avrebbe sconvolto tanto che una volta uscito dall’aula ha afferrato un oggetto in metallo e ha iniziato a ferirsi i polsi, iniziando a sanguinare e a danneggiare mobili. 

A bloccarlo sono stati i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo che lo hanno afferrato e immobilizzato, evitando il peggio.