CHIETI – “Per la prima volta in Italia è stata applicata la normativa antimafia a reati fiscali”.

È quanto ha detto stamane in conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Lanciano Francesco Menditto nel presentare il maxisequestro operato dagli uomini del Comando provinciale della Guardia di finanza di Chieti agli ordini del colonnello Paolo D’Amata.

Sono stati sequestrati beni riconducibili Vincenzo Pomilio, 47 anni, residente a Perano (Chieti) e operante nel campo dell’edilizia e che sarebbe, stando a quanto detto dalle fiamme gialle, un evasore incallito, dedito alla truffa da vent’anni a questa parte.

È proprio per questo motivo che il procuratore Menditto ha chiesto e ottenuto l’impiego della normativa antimafia, che, nel giro di un mese, ha autorizzato il sequestro di quote sociali di quattro società, di cui tre immobiliari, 72 immobili, tra terreni e appartamenti, 12 veicoli e svariati conti correnti bancari.

L’uomo, che operava in tutto Abruzzo, specialmente nel lancianese, e che viveva in una grossa villa al confine tra Atessa (Chieti) e Perano, era stato “beccato” parecchie altre volte dalla finanza, che, però, prima dell’impiego della normativa antimafia, non era mai riuscita a fargli pagare il dovuto.

Adesso la musica cambia.

All’evasore è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di tre anni, con obbligo di versare una cauzione di 100 mila euro, “ritenendo che sia dedito abitualmente alla commissione di reati preordinati alla evasione fiscale e che viva abitualmente con i proventi di tali attività delittuose”.

L’uomo dovrà inoltre fissare la propria dimora senza potersene allontanare se non con preavviso.

I beni sequestrati saranno gestiti da un amministratore giudiziario: quelli immobili, una volta confiscati, potranno essere utilizzati per fini sociali da parte dei Comuni che ne faranno richiesta.