L’AQUILA – Un giudice del tribunale dell’Aquila, Chiara Schettini, è stata arrestata oggi su disposizione della procura della Repubblica di Perugia nell’ambito di un’inchiesta su manipolazioni di carte processuali.

Lo rende noto l’edizione romana del Corriere della Sera, specificando che il provvedimento sarebbe legato alla sua attività professionale precedente di giudice fallimentare del Tribunale di Roma.

La Schettini è stata trasferita all’Aquila dal decreto ministeriale del 7 gennaio scorso, come riportato Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia del 15 marzo. A maggio ha avuto le sue prime udienze.

Sempre secondo il Corsera, il magistrato è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Perquisizioni sarebbero ora in corso da parte dei magistrati perugini a Roma.

Da quanto si apprende, la Schettini sarebbe coinvolta in un’inchiesta del sostituto procuratore di Perugia Manuela Comodi sulla “cricca” di avvocati e commercialisti che manipolava atti a proprio vantaggio alla sezione Fallimentare di Roma.

Assieme a lei, nel registro degli indagati sono finiti anche il presidente della sezione che ha adottato la maggior parte delle sentenze finite sotto inchiesta, Fausto Severini e il giudice a latere Nicola Pannullo. La Schettini, in particolare, prima di venire nel capoluogo aveva il compito di redigere i provvedimenti.

Alcuni anni fa, tra l’altro, la donna era balzata agli onori della cronaca per una controversa sentenza che diede momentaneamente il via libera all’“utero in affitto” per una donna che non riusciva ad avere figli.

La donna è anche la compagna di Piercarlo Rossi, commercialista che, secondo quanto scoperto dagli inquirenti, sarebbe stato il regista di un gruppo di curatori fallimentari, avvocati e imprenditori diventati ricchi grazie a manipolazioni degli atti processuali.

Documenti falsi e scritture notarili con firme “taroccate” che, conclude il Corriere, avrebbero consentito a fiumi di denaro di finire in conti correnti bancari in Svizzera e a Cipro e poi nei paradisi fiscali.

In una nota la giunta distrettuale abruzzese dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), ha dichiarato di aver appreso “con disagio” dell’arresto, convinta comunque che “merito delle vicende venga affrontato nelle aule di giustizia con i dovuti strumenti processuali”.

L’Anm ha anche auspicato che le “coperture del già esiguo organico di giudici” in servizio all’Aquila avvengano con “particolare attenzione” e che si proceda presto alla “nomina del nuovo presidente del tribunale”.

LA NOTA DELL’ANM

In relazione alle odierne notizie di stampa, relative all’avvenuto arresto del magistrato in servizio da quest’anno presso il tribunale di L’Aquila, Chiara Schettini, ivi trasferita fuori concorso dal Consiglio Superiore della Magistratura, la Giunta Distrettuale abruzzese dell’Associazione Nazionale Magistrati prende atto con disagio di quanto accaduto, convinta che, comunque, il merito delle vicende venga affrontato nelle aule di giustizia con i dovuti strumenti processuali.

Con riferimento alla copertura del già esiguo e insufficiente organico di giudici del Tribunale di L’Aquila, Ufficio presso cui pendono indagini e processi di natura complessa e delicata, conseguenti alle molteplici conseguenze sociali e giuridiche del sisma del 2009, le cui ferite sono assolutamente aperte e drammaticamente attuali, la Giunta auspica che le prossime scelte di Autogoverno avvengano con particolare attenzione.

In questo ambito si pone anche l’attesa di tutti gli operatori di giustizia aquilani per la nomina del nuovo presidente del Tribunale di L’Aquila, che si spera il Consiglio Superiore della Magistratura voglia adottare quanto prima.