L’AQUILA – Resta in carcere fino al 10 gennaio del nuovo anno, Valter Specchio, direttore generale della Provincia dell’Aquila.
L’uomo è stato arrestato oltre una settimana fa nell’ambito dell’inchiesta che lo ha portato in carcere (insieme ad altre due persone) con le accuse di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico in atti pubblici, in relazione alle gare con cui sono stati affidati i lavori di rifacimento di alcune strutture scolastiche legate al piano straordinario “Scuole sicure” da 221 milioni per 213 istituti varato per l’Abruzzo dal governo nazionale.
Lo ha deciso oggi il gip del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che ha disposto per Specchio alla scadenza del 10 gennaio il trasferimento nel proprio domicilio per scontare gli arresti domiciliari.
La Giunta provinciale dell’Aquila, con delibera n.138 del 10/12/2012 ha disposto la sospensione obbligatoria per Specchio dall’incarico di direttore generale con effetto dal 3 dicembre scorso.
Oltre a lui sono finiti in manette (agli arresti domiciliari) Costantino Pischedda, procuratore speciale della ditta Pellegrini di Cagliari e Franco Rossano Palazzo, legale rappresentante di una società di impianti tecnologici con sede a Foggia.
Secondo l’accusa Specchio avrebbe messo a punto degli appalti con atti falsi per avvantaggiare alcune società in cambio di benefici personali.
Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della squadra Mobile, dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Gallo, David Mancini e Roberta D’Avolio accolta dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.
Alla base delle accuse, “l’illegittimità nelle procedure di affidamento degli appalti” e la “gestione di beni e denaro pubblico in modo personalistico e dispersivo, a fini di vantaggi personali”.





