L’AQUILA – “Valter Specchio non ha fatto nulla e per questo ne ho chiesto la scarcerazione, la procura si è presa due giorni perciò avremo un parere martedì”.
Lo afferma l’avvocato Giulio Agnelli, difensore del direttore generale della Provincia dell’Aquila arrestato nell’inchiesta che ha portato a tre ordinanze di custodia cautelare con le accuse a vario titolo dei reati di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico in atti pubblici.
Oggi l’interrogatorio di garanzia del principale indagato, durato oltre un’ora e mezza.
“Riteniamo che non abbia commesso nulla – spiega Agnelli – di qui la decisione di non dimettersi ma di autosospendersi, visto che la Provincia non fa nulla, in modo da potersi difendere meglio e poi si vedrà”.
Nel corso del colloquio con il giudice Giuseppe Romano Gargarella e con i pm, l’indagato ha ribattuto che “forse l’obiettivo non è lui, gli sembra strano quanto accaduto perché lui è un pesce piccolo. Forse l’obiettivo è l’ente”, ipotizza Agnelli, anche se ammette che “è tutto da verificare”.
Nel merito di una delle questioni, i lavori da quasi 5 milioni per ospitare gli studenti le cui scuole ad Avezzano e Sulmona dovevano essere ristrutturate, ritenuti superflui e troppo costosi da pm e gip, “in realtà servivano ma non dovevano avere quell’alea d’urgenza che secondo lui invece c’era”.
“È una visione delle cose, ma al di là di questo non ha preso soldi – conclude Agnelli alludendo all’altro capo d’accusa, quello di corruzione – La vacanza di cui si parla l’ha pagata lui e lo può dimostrare”.





