L’AQUILA – ”Abbiamo all’Aquila un patrimonio scolastico malridotto, senza verifiche sismiche, con edifici chiusi come successo nelle frazioni di Preturo e Arischia. Su questo capitolo, la vecchia amministrazione ha avuto colpevoli ritardi, ma la nuova ne ha forse di peggio. Sta sottovalutando il problema, soprattutto dopo aver promesso nel programma politico che tutti i ragazzi sarebbero stati sistemati in spazi sicuri”.
Lo ha detto durante una conferenza stampa il consigliere comunale Giustino Masciocco, di Articolo 1, che insieme ad Angelo Mancini di L’Aquila Sicurezza e Lavoro, ha puntato l’indice sia contro il Comune sia contro la Provincia, dopo la chiusura, la scorsa settimana, di due scuole primarie su ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi, risultate insicure sismicamente.
Francesca Stecca, insegnante della scuola primaria di Preturo, ha sollevato il problema del ”forte disagio di questa dislocazione per alunni e genitori. Rischiamo di perdere gli iscritti e inoltre il Modulo ad uso Scolastico provvisoro, il Musp, in cui siamo stati accolti verte in una situazione igienico sanitaria discutibile. C’è tanta ruggine, gli areatori sollevano polvere e aria insalubre”.
Per Lorenzo Rotellini, ex rappresentante del Liceo scientifico Bafile, ”non si può restare immobili sulla pelle degli studenti che devono avere la serenità per poter studiare. Sono tutti rassegnati, dalla vane promesse per il Cotugno, la scuola che ha più problemi, alle primarie, nessuno crede più a quelle che restano solo parole!”.
“La scuola di Preturo – ha spiegato Masciocco – è stata dislocata nel ‘muspino’ di Sassa, è da settembre che il presidente della Provincia, Angelo Caruso, continua a parlare senza fatti, di trasferimenti degli alunni in spazi pubblici sicuro, ma tutto questo ancora non è avvenuto”.
Ad oggi, secondo il consigliere bersaniano, mancano le prove di vulnerabilità, ”che sono state fatte su una decina di edifici, 6 in muratura e 4 in cemento armato. Per questo abbiamo chiesto al vice sindaco Guido Liris gli esiti, ma le risposte non sono state né chiare, né esaustive”.
“Liris aveva risposto alla nostra interrogazione in merito, dicendo che gli spazi disponibili sono quelli della scuola partiaria Micarelli o del Centro educazione per gli adulti, nella prima c’è la scuola, la seconda è occupata, quindi ha parlato di luoghi sicuramente non sufficenti per spostare gli studenti”, ha aggiunto Mancini.
Per quanto riguarda il liceo classico Domenico Cotugno, la ”promessa” era quella di spostare gli alunni nella ex Optimes. Soluzione non ancora andata in porto.
“Sia Biondi che Caruso”, ha continuato Mancini, “parlavano di abbattere tutti gli edifici scolastici e ricostruirli con un finanziamento da 80 milioni del Cipe, ad oggi, in ogni caso, ancora non si è fatto nulla!”.
Il 1° settembre scorso Liris aveva risposto ai due consiglieri con una lettera, nella quale aveva assicurato l’avvio dei procedimenti di affidamento per le verifiche di vulnerabilità su altri edifici scolastici, “ma ad oggi, sono passati 90 giorni, hanno finito soltanto l’iter per gli incarici geologici – ha fatto osservare Mancini – e ancora non hanno affidato l’incarico. Sono disonesti politicamente e intellettualmente, questa amministrazione sono già 6 mesi che tenta di guadagnare tempo, oltre che pensare alle prossime elezioni politiche e regionali”.
Il consigliere del Partito democratico Antonio Nardantonio, sulla chiusura della scuola di Preutro, ha infine parlato di “grave perdita per il territorio. Abbiamo perso un polmone, anche se la scuola era poco frequentata e non c’era la palestra era comunque importante per i tanti residenti. Chiediamo da anni che ci venga affidato uno stabile Ater chiuso e malemsso, ma il canone è esrobitante e piuttosto che venirci incontro preferiscono mandarlo in rovina”.





