L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, mi cita nel rispondere al consigliere Paolo Romano sulla vicenda della scuola ‘Giovanni XXIII’. Come al solito, Biondi scarica le responsabilità sull’amministrazione che lo precedeva, mai che abbia la l’onestà di riconoscere i suoi limiti”.

Così in una nota Pietro Di Stefano, ex assessore comunale alla Ricostruzione nella Giunta Cialente, in risposta polemica al primo cittadino aquilano Biondi il quale, intervenendo in risposta alle accuse del consigliere Paolo Romano sui ritardi nella ricostruzione della scuola primaria “Giovanni XXIII”, aveva dichiarato: “La bulimia giornaliera da comunicato stampa induce il consigliere comunale Paolo Romano a ricostruzioni fantasiose della realtà: in merito alla ricostruzione della scuola primaria ‘Giovanni XXIII’ su viale Duca degli Abruzzi, il Comune dell’Aquila, sin dall’agosto del 2021 e in ragione dei poteri commissariali, ha inoltrato formale richiesta di restituzione del procedimento al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, soggetto attuatore del progetto. A settembre dello stesso anno, il Provveditorato ha risposto sull’impossibilità di restituzione del procedimento perché era già stato affidato l’incarico di redazione del progetto e che lo stesso si trovava in una fase avanzata. Il Comune dell’Aquila ha provveduto, successivamente, a sollecitare la fase di progettazione”.

“Questa Amministrazione, quindi, ha seguito passo passo tutte le fasi sollecitando la conclusione della progettazione definitiva. Chiaramente il Comune non può svolgere attività ispettiva presso un’altra pubblica amministrazione. Romano dimentica che tutta questa vicenda nasce perché l’amministrazione a guida Cialente, e in particolare l’ex assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, decise di cedere al Provveditorato questi provvedimenti”, aveva aggiunto Biondi, tirando quindi in ballo Di Stefano.

“Ma sono proprio le date a smentirlo poiché lui diventa sindaco nel giugno del 2017, il finanziamento della scuola è di dicembre dello stesso anno (concesso dal governo Gentiloni grazie alla programmazione della precedente amministrazione), il bando di gara per la progettazione è invece del 2020: se Biondi voleva riappropriarsi delle procedure sulla scuola ha avuto ben tre anni per farlo. Oggi gli basterebbe alzare il deretano dalla sedia e capire cosa succede invece di accampare scuse. Sono passati oltre sei anni ormai e dovrebbe sapere che con quelle accuse cade nel ridicolo. Se poi vuole parlare del Provveditorato allora si documenti su quanto hanno fatto quell’ufficio e quelle persone proprio nelle settimane successive al sisma”, ha risposto quindi Di Stefano.