SULMONA – “Il sequestro della scuola De Nino-Morandi di Sulmona diventa un fatto ancora più importante, visto quello che è successo ad Amatrice, dove una scuola poco sicura è venuta giù tutta. L’edificio scolastico abruzzese è tuttora sotto sequestro, dopo che un flusso di denaro pubblico per lavori di consolidamento antisismico è stato utilizzato malamente”.

A ricordarlo il comandante provinciale dell’Aquila della Guardia di finanza, il colonnello Flavio Urbani, nel fare il punto delle principali attività di indagine nell’ultimo triennio.

Urbani è reduce proprio dal soccorso prestato ad Amatrice con il resto delle Fiamme Gialle aquilane e si è potuto rendere conto di persona della situazione dell’istituto onnicomprensivo “Romolo Capranica” del centro laziale.

La scuola peligna, che contiene gli indirizzi commerciale e per geometri, nel 2012 è stata “oggetto di lavori per la messa in sicurezza finalizzata all’adeguamento sismico” che, si è scoperto, sono stati “realizzati solo in parte e in maniera difforme da quella prevista progettualmente”.

Di qui il sequestro del 17 ottobre 2014, che ha costretto 400 alunni a trasferirsi all’Istituto industriale di Pratola Peligna, parcheggio che prosegue ancora oggi.

Secondo il comandante Urbani, la scuola “non solo non era stata adeguata, ma i lavori difformi svolti addirittura hanno indebolito ulteriormente la struttura”.

Nell’ambito dell’inchiesta, sette imputati sono stati rinviati a giudizio con le accuse di falso e truffa ai danni dello Stato.

La prossima udienza dibattimentale è prevista nel febbraio 2017. (alb.or.)