ROMA – “È sbagliato e fuorviante dire che il ministero ha introdotto le ‘quote blu’ perché non è stata prevista nel bando alcuna riserva a favore dei candidati di genere maschile, ma solo una preferenza che non sovverte l’ordine di graduatoria dei vincitori del concorso”.

È quanto precisa il ministero dell’Istruzione a proposito del prossimo concorso per i dirigenti scolastici.

“Nel settore della dirigenza scolastica il titolo di preferenza, a parità di titoli e merito, potrà operare in sede di scorrimento della graduatoria a favore del candidato di genere maschile”, spiegano dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il Ministero è intervenuto a seguito di un articolo del Corriere della Sera sul nuovo bando per i dirigenti scolastici in cui si sarebbe introdotto l'”equilibrio di genere” a favore dei maschi perché “meno rappresentati”.

La previsione contenuta nella bozza di bando di concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici – spiega il ministero dell’Istruzione -discende dall’applicazione di una norma contenuta nel regolamento sull’accesso agli impieghi in tutte le pubbliche amministrazioni.

Tra le modifiche introdotte c’è quella che prevede che nei bandi di concorso nelle pubbliche amministrazioni debba essere indicata, per la qualifica interessata, la percentuale di rappresentatività dei generi calcolata al 31 dicembre dell’anno precedente.

Qualora il differenziale fra i generi sia superiore al 30 per cento, nello scorrimento della graduatoria per le assunzioni, a parità di titoli e merito, si applica la preferenza a favore del candidato appartenente al genere meno rappresentato.

Nel settore della dirigenza scolastica il titolo di preferenza, a parità di titoli e merito, potrà operare in sede di scorrimento della graduatoria a favore del candidato di genere maschile in quanto in quasi tutte le regioni il differenziale del 30 per cento sul personale in servizio vede la prevalenza del genere femminile.

In Sardegna, dove il differenziale è al di sotto del 30 per cento, il titolo di preferenza non trova applicazione. Infine, il ministero bacchetta i sindacati: “appare alquanto scorretto sul piano delle relazioni sindacali che in una materia così complessa, sulla quale le organizzazioni sindacali sono state convocate per l’ informativa la prossima settimana, qualche organizzazione ritenga di dover polemizzare con l’amministrazione prima di aver ricevuto nella sede deputata tutti i chiarimenti e le informazioni del caso, dimostrando fra l’altro un non chiaro inquadramento della questione”.