L’AQUILA – Ad oltre 14 anni dal terremoto del 6 aprile 2009 e dopo otto mesi dal tanto atteso e agognato affidamento della progettazione dell’esecuzione dei lavori, la scuola Mazzini in via Filomusi Guelfi nel quartiere di Villa Gioia L’Aquila, è ancora un rudere avvolto dalla lussureggiante vegetazione, e non si vede traccia di cantiere. E gli studenti continuano a fare lezione all’interno nel modulo scolastico provvisorio, (Musp) in via Salaria antica est.
Eppure la progettazione definitiva e l’esecuzione dei lavori, ad un costo di 7.039.040 euro, sono stati assegnati dal Provveditorato alle opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna, a novembre del 2022 all’impresa La Torre costruzioni, di Palombara Sabina, in provincia di Roma, che ha prevalso su 18 altri competitor, tra cui big italiani e abruzzesi delle costruzioni, per la bontà del progetto e per il ribasso di circa 900mila euro, rispetto ad una base d’asta di 7,9 milioni di euro.
La ricostruzione della Mazzini, storica scuola media, frequentate da generazioni di aquilani, tra la stazione ferroviaria e il tribunale dell’Aquila, è stata nelle ultime campagne elettorali da tutti gli schieramenti politici considerata una delle priorità della ricostruzione post sisma. E invece questa come altre opere pubbliche danneggiate dal terremoto e affidate al Provveditorato alle opere pubbliche, ha subito ritardi e lungaggini, in una situazione di scarsa comunicazione sull’iter delle pratiche, e i motivi di eventuali e nuovi ritardi.
Il progetto aveva ricevuto l’approvazione della Giunta comunale dell’Aquila nel 2017, ai tempi del centrosinistra di Massimo Cialente, e in seconda battuta, nel 2019, ha subito una modifica su alcuni standard relativi ai parcheggi, come richiesto dalla Provincia dell’Aquila.
Altri tre anni sono dunque trascorsi senza un nulla di fatto, poi a marzo 2022, finalmente, il Provveditorato, guidato da Vittorio Rapisarda ha indetto il bando di gara, e alla luce del grave ritardo accumulato, aveva annunciato di velocizzare le procedure, nominando l’ingegner Roberta Valerio a capo della commissione amministrativa e offerta economica, e l’ingegnere Enrico Bentivoglio, alla commissione per la valutazione delle offerte tecniche.
A vincere l’appalto è stata dunque come detto La Torre costruzioni, a novembre dell’anno scorso.
Nel capitolato di gara, si stabiliva che tre erano gli anni a disposizione per chiudere e riconsegnare i lavori, che prevedono una rifunzionalizzazione e dotazioni tecnologiche all’avanguardia, con il ridimensionamento dell’edificio per ospitare 350 alunni, la realizzazione di ambienti didattici adatti a diverse attività, spazi verdi e un ampio parcheggio. Prevista un’agorà, inoltre, uno spazio polivalente progettato come una sorta di anfiteatro per lezioni, laboratori, attività ricreative e doposcuola, per un edificio funzionale pensato in funzione della rivitalizzazione dell’intero quartiere.
Il progetto prevede anche l’intervento nel corpo di fabbrica destinato a palestra, che fino a poco tempo, e dal post sisma, ospitava la sala consiglio comunale, il quale a breve tornerà a palazzo Margherita.




