SCOPPITO – “Verificando il bilancio del Comune, era chiaro che si potesse evitare l’introduzione dell’addizionale comunale Irpef risparmiando, razionalizzando e tagliando le spese superflue, tale argomentazione evidentemente ha convinto la Giunta (forse non il sindaco) che si è rimangiata la deliberazione ed a consuntivo è stato dimostrato che non si sono registrati deficit di bilancio per cui l’introduzione dell’addizionale era solo un prelievo forzoso dalle tasche dei cittadini del tutto immotivato proposto dal sindaco Marco Giusti“.

Così in una nota il consigliere comunale di Scoppito (L’Aquila) Marco Mancini, dopo il botta e risposta tra il sindaco e il consigliere di minoranza Dante De Nuntiis, che lo hanno tirato in ballo.

La deliberazione della Giunta, ricorda Mancini, “fu stoppata soprattutto per l’intervento del sottoscritto evitando ai cittadini di Scoppito un esborso di circa euro 225 mila euro annui (che sarebbero diventati circa 900 mila fino al 2016, a carico di tutte le famiglie di Scoppito, un vero e proprio salasso!)”.

“Quando vengo definito dal sindaco un consigliere in cerca di ruolo – aggiunge – mi viene da sorridere perché il mio ruolo è e rimarrà, soprattutto in questa fase, quello che mi hanno assegnato i numerosi cittadini di Scoppito che, accordandomi lo loro fiducia, mi hanno eletto consigliere comunale, il più giovane di tutti i candidati in campo”.

“Comprendo che un consigliere comunale, con una testa pensante e soprattutto libero da qualsivoglia condizionamento partitico, all’interno della maggioranza può dare fastidio ma delle volte, con argomentazioni valide, evita che la Giunta assuma decisioni dannose (come nel caso dell’irpef) per i cittadini!”.

“Inoltre, la mia astensione sul bilancio preventivo è stata ampiamente motivata in sede di discussione in quanto al bilancio comunale è allegato il bilancio della società partecipata Scoppito Servizi srl sulla cui gestione va fatta assoluta chiarezza!”, continua Mancini, che chiede al sindaco di “fornire il dettaglio dei documenti richiesti, i motivi per cui la predetta società da due esercizi chiude in perdita (quella reale è molto più alta di quella dichiarata) e le motivazioni degli elevati debiti, senza copertura finanziaria, che emergono dall’esame di poste iscritte nel bilancio della predetta società”.

“Per questo ultimo punto presenterò richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc”, conclude il consigliere.