L’AQUILA – “Continua la grottesca pantomima in regione Abruzzo per quanto riguarda le relazioni sindacali. La giunta regionale d’Abruzzo continua imperterrita a violare le prerogative che la legge ed il contratto attribuiscono alle rappresentanze sindacali visto che prima adotta gli atti e poi informa le organizzazioni sindacali. E’ inutile un confronto in relazione ad un atto adottato e definitivo, quindi non modificabile”.

È quanto si legge in una nota delle sigle sindacali della funzione pubblica Cgil, Cisl Uil, Direr ed Rsu, nell’annunciare l’abbandono del tavolo isituzionale, dopo che nella iunione del 30 gennaio, con il direttore del dipartimento Risorse e Organizzazione, Fabrizio Bernardini, e al direttore generale Barbara Morgante avevano chiesto che la Giunta regionale sospendesse con atto formale le delibere inerenti la riorganizzazione dei Dipartimenti e Servizi per consentire “un confronto leale e corretto  con i sindacati”. Richiesta ad oggi caduta nel vuoto. 

Le delibere sotto accusa hanno ridotto in ciascuno degli otto dipartimenti, il numero dei Servizi, da  94 a 84, e degli uffici, da 330 a 301, ridefinendone anche i compiti.

In applicazione della legge  varata a luglio che porta la firma dell’assessore al Personale e al Bilancio, Guido Quintino Liris, di Fratelli d’Italia, che ha dato il via alla  riorganizzazione della macchina burocratica regionale che dà lavoro a 1500 dipendenti, e che dovrà culminare con il bando per coprire le postazioni dirigenziali vacanti, una trentina, atteso a marzo.

Ancor prima, entro tre giorni dall’entrata in vigore delle delibere, a questo punto non scontata, andranno indetti gli avvisi a cui gli attuali dirigenti e funzionari regionali potranno rispondere, esprimendo la loro candidatura per uno o più servizi e uffici in cui intendono prender posto, nel nuovo assetto. A decidere sarà il direttore di ciascun dipartimento, con una sua determina. 

“È evidente – proseguono i sindacati – la violazione della legge regionale 77 del 1999 all’articolo17, comma 2 che prevede appunto l’informativa preventiva anche alle Organizzazioni sindacali confederali. Purtroppo la Giunta regionale non ha adottato nessun atto di sospensione e quindi oggi queste segreterie, concordemente con le confederazioni interrompono le relazioni sindacali con la Giunta regionale”. 
“L’impressione è quella che questa riorganizzazione sia conseguente ad una visione elitaria -incalzano in sindacati – che ha tenuto fuori da ogni possibilità di partecipazione gli stessi Dirigenti e il personale tutto, che è poi quello che materialmente produce servizi. La motivazione che l’informazione successiva sia stata determinata dall’urgenza non giustifica quanto accaduto, soprattutto in considerazione del fatto che sono mesi che le organizzazioni sindacali chiedono di incontrarsi su questo tema”. 
“Per queste ragioni e per la palese violazione, a nostro avviso, delle prerogative sancite dalla Legge e dal contratto ci siamo ritirati dal tavolo sindacale ed avvieremo le azioni sindacali necessarie a ripristinare corrette relazioni sindacali presso la Giunta regionale a partire dalla convocazione delle assemblee del personale ed ogni altro mezzo utile”, concludono.