L’AQUILA – I tre tifosi aquilani finiti ai domiciliari dopo le indagini della polizia in seguito agli scontri avvenuti dopo la partita di serie D tra L’Aquila e Sambenedettese (0-3), Fabio Ambrogi di 49 anni, Alessio Catelli, di 27 e Vincenzo Fracassi di 34, compariranno domattina davanti al giudice Tommaso Pistone, con il pm Ugo Timpano, in occasione della convalida del fermo di polizia giudiziaria e rito direttissimo.
Molto probabilmente, convalida e interrogatorio a parte, gli avvocati chiederanno i termini a difesa spostando ad altra data il rito direttissimo o il possibile patteggiamento per valutare bene le carte.
Gli indagati sono difesi dai legali Massimo Costantini, Francesco Valentini e Federico Cortelli.
Proseguono intanto le indagini della polizia volte a verificare tutti i provvedimenti disciplinari, tra cui anche Daspo del questore. Indagini che potrebbero portare in tempi molto brevi anche ad altri arresti.
Intanto è arrivata la decisione del giudice sportivo che ha disposto multe e sanzioni per entrambe le squadre.
Multa di tremila euro a carico dell’Aquila Calcio che dovrà disputare una gara a porte chiuse. In particolare, è stato segnalato il fatto che alcuni sostenitori dell’Aquila hanno introdotto 4 fumogeni nella curva a loro riservata, lanciandone uno nel terreno di gioco. Inoltre, nel provvedimento disciplinare si legge anche che 50 tifosi hanno preso parte a una rissa sferrando “calci, pugni e colpi inferti con oggetti atti ad offendere (cinture aste di plastica)”.
Rilevato anche il fatto che due ultrà sono entrati nell’area degli spogliatoi, spintonando e insultando i tesserati della squadra avversaria “creando una situazione di tensione che rendeva necessario l’intervento delle forze dell’ordine”.
A carico della Sambenedettese sono state disposte una multa di 2.800 euro e una diffida, anche relativa all’introduzione di sette fumogeni e due petardi nel settore loro riservato. Inoltre, sul provvedimento si legge che “non meno di 50” tifosi hanno dato inizio alla rissa. Nel documento viene riportato che una persona non identificata ha rivolto “espressioni irriguardose” verso una persona riconducibile alla squadra avversaria.
È esplosa, nel frattempo, la polemica a distanza e sono reciproche le accuse sulla gestione della sicurezza tra le due società di calcio.
Sul caso è subito intervenuta con un post la U.S Sambenedettese smentendo “quanto diffuso dall’Ansa in merito ai disordini avvenuti alla conclusione della partita L’Aquila-Sambenedettese, quasi ad imputare il fatto alla tifoseria ospite.
“Dalle prime ricostruzioni, quanto accaduto -scrivono -, sembrerebbe ricondotto alle opinabili scelte operate da chi doveva occuparsi della sicurezza. I tifosi della Sambenedettese che si trovavano in tribuna sono stati indirizzati verso la curva ospiti passando per il campo, per farli defluire dallo stadio. In quel mentre alcuni tifosi aquilani, dalla propria curva, hanno scavalcato i cancelli e si sono diretti verso la curva ospiti. Tale fatto ha generato gli scontri”.
“La mancanza di idonee misure di sicurezza ha reso possibile, altresì, che due tifosi dell’Aquila forzassero la porta di ingresso che dal campo conduce agli spogliatoi, fortunatamente senza esiti negativi per l’incolumità delle persone ivi presenti”.
Ieri, invece, con un comunicato ufficiale, L’Aquila 1927 ha espresso “il più fermo disappunto e la totale condanna per gli episodi di violenza che si sono verificati al termine dell’incontro disputato contro la Sambenedettese presso lo Stadio Gran Sasso d’Italia”, e ha fatto sapere: “La società ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità e prerogative per garantire la sicurezza, a cominciare dalla decisione di vietare la vendita online dei biglietti e permettere l’acquisto solo in luoghi fisici e previa presentazione di un documento di identità. Inoltre il club ha messo in atto con precisione tutte le prescrizioni preventivamente stabilite in sede di Gos (Gruppo operativo sicurezza), tra cui garantire il numero preciso degli steward previsti, 18. A questo proposito L’Aquila 1927, come documentano foto e video, tiene a precisare, invece, che la società ospitata non ha fornito il numero di volontari prescritti. L’Aquila 1927 inoltre, nel rispetto delle normative, non ha assunto alcuna decisione in merito agli spostamenti delle tifoserie”.
“Rinnoviamo il nostro impegno per la promozione di un ambiente sicuro e positivo durante le manifestazioni sportive. A tal fine, come sempre fatto finora, siamo pronti a collaborare con tutte le istituzioni e le forze dell’ordine per individuare e adottare misure volte a prevenire episodi di questa natura in futuro all’interno di un impianto che per la sua natura necessita di attenzioni peculiari. Non è pensabile di consentire la vendita dei biglietti a territori immediatamente confinanti a quelli in cui vige il divieto o la presenza di tifosi ospiti all’esterno del settore loro dedicato”.





