L’AQUILA – “Cosa fanno questi aerei lassù ogni giorno, buttano confettini? Vanno in giro per sport? Non vedo cosa ci sia di strano nel pretendere chiarezza”.

Non retrocede di un millimetro il consigliere comunale dell’Aquila Ermanno Giorgi, Centro democratico, firmatario di un ordine del giorno sulle scie chimiche, che sta provocando per ora una lunga scia di polemiche e ironia anche sui media nazionali.

E anche l’indignazione del Cetemps, il Centro di eccellenza per la previsione di eventi meteo dell’Università dell’Aquila che, con il professor Gianni Pitari, parlando ad AbruzzoWeb paragona l’odg di Giorgi al chiedersi “se esistono o meno i sette nani”.

Ma Giorgi non si fa intimorire e, contattato da questa testata, è un fiume in piena, difendendo il suo odg firmato anche da Marco Cimoroni dell’Api, dal capogruppo di Forza Italia Guido Quintino Liris e da quello di Noi con Salvini, Emanuele Imprudente. Aveva firmato anche il capogruppo del Partito democratico Stefano Palumbo che poi, dopo una “lettura attenta” dell’Odg, annuncia di aver rimosso la firma.

Giorgi si dimostra, insomma, fortemente persuaso dalla teoria complottista delle scie chimiche, secondo cui alcune scie di condensazione visibili nell’atmosfera terrestre rilasciate dagli aerei non sono formate da vapore acqueo, ma anche da agenti chimici o biologici, spruzzati in volo per mezzo di apparecchiature montate sui velivoli: un’operazione segreta che sarebbe condotta da non precisati poteri occulti, per ottenere l’alterazione e il controllo del clima terrestre, o secondo altre congetture, per determinare il condizionamento psicologico dell’umanità tramite agenti psicoattivi, o ancora per irrorare veleni al fine di controllare l’esplosione demografica.

“Ero consapevole – ammette Giorgi – che questo odg avrebbe provocato polemiche, era inevitabile, perché ho toccato un tasto delicatissimo, un argomento di cui non si vuole parlare”.

E rivela che “ci sono poteri che ogni volta che qualcuno si permette di sollevare dubbi sulle scie chimiche, scatenano persone adibite a influenzare l’opinione pubblica, che prontamente denigrano chi avanza perplessità, chi pretende spiegazioni”.

E i dubbi per Giorgi sono molto concreti, basta alzare il naso all’insù.

“Centinaia di aerei che ogni giorno rilasciano sostanze li vediamo tutti, e sono aerei militari, fuori dalle rotte ufficiali, non ci vogliono gli scienziati per capire che c’è qualcosa che non va. È evidente che quelle che vediamo non sono normali scie di condensazione, come vogliono far crederci”.

Anche perché, deduce il consigliere, “intorno al controllo del clima si muovono interessi economici fortissimi, si pensi alle aziende agroalimentari, e anche a chi su determinate azioni legate al settore agroalimentare gioca e specula in borsa. Se la calotta polare si scioglie, non credete che ci siamo forti interessi da parte delle potenze che mirano allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi?”.

Comunque, al di la dei suoi personali convincimenti, Giorgi intende l’odg come una legittima domanda da girare al governo da parte un uomo della strada.

“Ci sono state anche altre interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche, ma il governo non ha mai ha riposto – rileva – Ma noi mica siamo il popolo bue, una risposta che la devono dare. Non contesto la scienza ufficiale, se dimostreranno che le scie chimiche non sono veleni ma zuccherini, balsami e petali di fiori, la questione per me è chiusa”.

Affermazioni e argomenti che fanno venire l’orticaria negli uffici del Cetemps.

Gianni Pitari, docente di fama mondiale di Oceanografia e fisica dell’atmosfera, semplicemente giudica l’odg “grottesco”,  perché “le scie chimiche semplicemente non esistono, è una leggenda metropolitana”.

E aggiunge sconsolato: “non sappiamo più come spiegarlo, esibendo prove, dati e misurazioni scientifiche e replicabili, che gli aerei emettono normali prodotti di combustione del carburante che poi si condensano secondo le leggi della fisica dell’atmosfera e della chimica”.

Però evidentemente “è molto più persuasiva per parte dell’opinione pubblica, credere in un complotto planetario, a un misterioso dottor Stranamore che irrora il cielo di veleni non è chiaro nemmeno per quale fine”.

 “L’odg in consiglio comunale – conclude Pitari – è una perdita di tempo. In questo modo infatti si sviliscono le istituzioni. Di questo passo si discuterà in consiglio anche dell’esistenza o meno dei sette nani, o di Sherlock Holmes”.

La comunità scientifica reputa una clamorosa bufala la teoria delle scie chimiche, nata a inizio anni ‘90 negli Stati Uniti, perché i suoi fautori, in tutti questi anni non hanno mai presentato uno straccio di prova, di analisi chimica inconfutabile e replicabile, che dimostrerebbe la presenza di sostanze anomale nelle scie di condensazione degli aerei, e capaci di sortire gli effetti sostenuti, dall’avvelenamento dell’umanità a tangibili modificazioni climatiche.

Confutando così, secondo le regole della scienza e della ragionevolezza, la mole enorme di analisi ufficiali, pubbliche e verificabili, che invece attestano che nelle scie di condensazione sono presenti, come è normale che sia, solo i resti della combustione del carburante. Per non parlare poi del fatto che non è possibile che un aereo contenga al suo interno così tanto materiale chimico da generare una scia lunga centinaia di chilometri, e che i misteriosi autori del complotto, dovrebbero aver bisogno di una gigantesca operazione di copertura su scala internazionale, si presume immensamente costosa, che coinvolgerebbe un numero incredibilmente alto di persone impiegate in diversi settori professionali, colluse, complici e prezzolate. Complotto mai finora smascherato, contro ogni evidenza della scienza statistica e probabilistica.

Forti di questi argomenti, Daniele Visioni, dottorando in fisica dell’atmosfera presso l’Università degli Studi dell’Aquila, collaboratore del professor Pitari, ha espresso tutta la sua perplessità al sito nazionale di Uninews24.it, il quotidiano nazionale universitario.

“Come molti altri cittadini e universitari i sentimenti iniziali davanti a questo odg – ha spiegato Visioni – è stato di stupore, ilarità e indignazione. Sembra che la politica, a tutti i livelli, sia convinta di poter intervenire su qualsiasi argomento in quanto legittimata dai voti dei cittadini. Ma che senso ha discutere di argomenti che per loro stessa ammissione ignorano, in una sede istituzionale in cui tale discorso può portare solo visibilità per chi li propone, oltre uno spreco di denaro pubblico?”

“Il mondo accademico e nello specifico l’Univaq e il Cetemps – ha poi aggiunto – si occupano da sempre di questi argomenti, quindi perché la politica aquilana non si rapporta con l’Università, che continuamente fa attività di divulgazione?”.