L’AQUILA – Salvatore Di Padova, il rugbista di 15 anni coinvolto sabato scorso in un incidente stradale sull’Altopiano delle Cinquemiglia insieme ai compagni di squadra del Sulmona rugby, è morto per un gravissimo trauma cranico con interessamento delle vertebre cervicali, dopo che il pulmino su cui viaggiava è finito contro un albero.

Questo l’esito dell’autopsia che si è tenuta questa mattina nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona (L’Aquila). 

Nel corso dell’esame il medico legale, Ildo Polidoro, incaricato dalla Procura di accertare le cause del decesso, ha evidenziato sul corpo del giovane anche altre fratture minori e lo schiacciamento del torace che però, da sole, non sarebbero state mortali. Al termine dell’autopsia la salma è stata composta e poi esposta nella camera mortuaria della Santissima Annunziata. 

Al giovane, che frequentava la prima classe dell’Istituto Alberghiero di Roccaraso (L’Aquila), è stata fatta indossare per l’ultimo viaggio la divisa di rappresentanza della scuola.

È sempre in condizioni gravissime e in coma farmacologico, Marco Liberatore, 20 anni, ricoverato in Rianimazione all’ospedale ‘San Salvatore’ di L’Aquila. Liberatore sabato scorso era alla guida del pulmino della squadra giovanile di rugby.

Al presidio ospedaliero di Sulmona è stato dimesso questa mattina uno dei feriti, che già al momento del ricovero aveva danni fisici meno gravi rispetto agli altri, (policontusioni). 

Per gli altri due, che presentano parametri vitali stabili e ancora ricoverati in terapia intensiva, resta la prognosi riservata. 

Il giovane a cui ieri l’altro è stata asportata la milza, sta per essere sottoposto a un intervento chirurgico per la frattura al femore e alle ossa nasali. 

L’altro ragazzo ricoverato a Sulmona, nei prossimi giorni sarà probabilmente operato per le fratture al bacino e all’omero, nel frattempo viene sottoposto a una serie controlli ecografici per i dolori accusati all’addome. 

Migliorano ancora le condizioni dei due giovani degenti, entrambi ricoverati nel reparto di Ortopedia del presidio di Castel di Sangro (L’Aquila).

Il ragazzo con una piccola infrazione del collo del femore sinistro viene tenuto a riposo e per ora si esclude un’operazione. 

All’altro ricoverato è stata ridotta la lussazione all’anca destra: in parole semplici, l’osso è rientrato nella sua sede naturale, ha un piccolo distacco dell’epifisi (cioè una piccola parte) dell’omero che viene trattata con un tutore, cioè una fasciatura. Il ferito ha una frattura alla base del primo metacarpo destro.

Ieri è stato dimesso il terzo dei giovani rugbisti portati all’ospedale di Castello dopo l’incidente, causato forse da un animale selvatico stando a quanto emerso dalle parole di uno dei giovani scampati alla tragedia.

“Un cane o una volpe – racconta infatti il ragazzo, lucido, ma ancora ricoverato in ospedale in gravi condizioni – ha attraversato un animale, comunque, e siamo usciti fuori strada”.

La ricostruzione dell’incidente, ora a carico della procura della Repubblica di Sulmona, potrebbe avere così una svolta. Il fascicolo d’inchiesta aperto dal procuratore Aura Scarsella parla infatti di omicidio colposo e l’unico indagato continua a essere Marco Liberatore. La procura di Sulmona ha inoltre richiesto un’analisi tossicologica dello stesso conducente.