L’AQUILA – “Dopo una stagione difficile sul fronte degli incendi, in Abruzzo, sorprende che si voglia mettere in discussione il prolungamento fino al 20 settembre. Riteniamo inopportuna e incomprensibile la contrarietà manifestata dal Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, rispetto a una scelta che nasce da un confronto istituzionale e che, a nostro avviso, risponde a una precisa esigenza di tutela del territorio”.
Lo dichiara Antonello Ghizzoni, segretario regionale della Fns Cisl Abruzzomolise, sindacato dei Vigili del fuoco che apre la polemica con la Protezione civile.
LA NOTA
Prendiamo una posizione chiara e netta sulla vicenda della campagna boschiva e sul previsto prolungamento delle attività fino al 20 settembre, così come stabilito in sede di Commissione Paritetica che prevedeva il mantenimento fino al 20 settembre di una squadra di 5 uomini nei Comandi Provinciali della Regione.
Ci chiediamo quale sia la logica di una posizione che sembra andare nella direzione opposta rispetto a quanto deciso in sede paritetica.
Dopo una stagione caratterizzata da un impegno straordinario degli uomini e delle donne dei Vigili del Fuoco, riteniamo che non sia il momento di ridurre l’attenzione né di indebolire il dispositivo di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi.
Il territorio abruzzese ha bisogno di risposte concrete, non di arretramenti.
Se una Commissione Paritetica, sulla base delle esigenze operative e delle condizioni del territorio, ha previsto il prolungamento della campagna fino al 20 settembre, non comprendiamo perché oggi si debba mettere in discussione tale scelta.
La FNS CISL AbruzzoMolise ritiene che, in materia di incendi boschivi, debba prevalere un unico principio: la massima tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini.
I Vigili del Fuoco non possono essere chiamati a intervenire soltanto quando l’emergenza è già esplosa. La prevenzione significa anche garantire uomini, mezzi e organizzazione adeguati per tutto il periodo in cui permane il rischio.
La campagna boschiva non è una questione burocratica. È una questione di sicurezza. E sulla sicurezza non si fanno passi indietro.




