TERAMO – Partirà questa mattina l’operazione vaccine day in Abruzzo curato dalla Asl di Teramo: nel reparto di Cardiologia, nel secondo lotto dell’ospedale Mazzini del capoluogo teramano, saranno somministrate le 135 dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech, assegnate come prima tranche alla regione e riservata a tutte le categorie mediche e paramediche.

I vaccini sono arrivati nel capoluogo teramano, alle 8 ad opera dell’Esercito.

Una mattinata che il direttore sanitario della Asl teramana Maurizio Brucchi , presente al momento della consegna insieme al manager Maurizio Di Giosia, ha definito “emozionante”.

“Siamo pronti a iniziare la campagna – ha detto -. E’ solo l’inizio ma rappresenta un bel punto di partenza. Ora l’obiettivo è l’immunità di gregge”. Un numero simbolico, quello delle dosi di antigene consegnate dall’esercito all’ospedale Mazzini di Teramo, scelto dalla Regione per la vaccinazione: le prime 135 verranno iniettate a medici, infermieri e paramedici.

Il 4 gennaio è il giorno in cui è previsto l’avvio della campagna di immunizzazione di massa. Ad aprire il ciclo, un sanitario per ognuna delle quattro Asl: per Teramo il dottor Cosimo Napoletano, presidente dell’Ordine dei Medici e capo del Dipartimento cardio-toraco-vascolare; per L’Aquila il direttore sanitario dell’azienda sanitaria Sabrina Cicogna, primario del reparto di Cardiologia e capo del Dipartimento medico; per Pescara l’ex direttore generale facente funzioni della Asl, ora direttore sanitario, Antonio Caponetti; per Chieti Antonella Capone, tecnico del Dipartimento di prevenzione.

Il camion frigo che ha trasportato le prime fiale per scatenare la battaglia finale contro la pandemia è arrivato due giorni fa Roma, scortato dalle Forze dell’ordine dal Brennero, dove era giunto dal Belgio, fino alla caserma dei Carabinieri di Tor di Quinto. Le 9.750 dosi del vaccino in mattinata sono state allo Spallanzani. Un tragitto di poco più di 12 chilometri attraverso le strade pressoché deserte della Capitale. Le dosi saranno ora suddivise per essere consegnate dai militari in diversi punti del territorio nazionale per l’avvio della campagna vaccinale.

Le prime dosi del farmaco saranno somministrate a un’infermiera, a un operatore socio sanitario, a una ricercatrice e a due medici dell’ospedale Spallanzani di Roma, uno dei centri di riferimento per le malattie infettive a livello nazionale.

Una parte dei vaccini sarà trasportata a Pratica di Mare dove 5 aerei (due C27J dell’Aeronautica, due Dornier Do. 228 dell’Esercito e un P-180 della Marina) raggiungeranno le mete più lontane. I restanti vaccini raggiungeranno le destinazioni via terra con un impegno complessivo di 60 autoveicoli e circa 250 militari.

Le successive dosi di Pfizer, così come previsto dal Piano vaccini, saranno consegnate direttamente dalla casa farmaceutica ai 300 siti di somministrazione individuati dalla Struttura commissariale in accordo con le Regioni. Nella seconda fase, non appena disponibili i vaccini di tipo ‘cold’ delle altre case farmaceutiche (AstraZeneca, Moderna, etc), le Forze armate in base alle indicazioni fornite dal commissario straordinario saranno impegnate nel trasporto logistico su tutto il territorio nazionale.

Quella di domani sarà una giornata simbolica, ma prodromica alla campagna di vaccinazione di massa che inizierà a gennaio: il 4 gennaio è previsto l’inizio della vaccinazione che gradualmente dovrà andare a regime e riguardare tutta la popolazione.

Ad aprire il ciclo in Abruzzo un sanitario per ognuna delle quattro Asl: per Teramo il dottor Cosimo Napoletano, presidente dell’Ordine dei Medici e capo del Dipartimento cardio-toraco-vascolare, per L’Aquila il direttore sanitario dell’azienda sanitaria, Sabrina Cicogna, primario del reparto di cardiologia e capo del Dipartimento medico, per Pescara l’ex direttore generale facente funzioni della Asl, ora direttore sanitario, per Chieti Antonella Capone, tecnico del Dipartimento di Prevenzione.

Il secondo turno è fissato alle 12,30, il terzo alle 15: ad operare sono tre squadre di medici, coadiuvati da personale infermieristico ed amministrativo, tutti appositamente formati anche con corsi online con il Ministero della Salute. In particolare, il vaccino sarà inoculato in una stanza, poi le persone attenderanno una ventina di minuti in un’altra stanza alla presenza di rianimatori e farmacisti pronti ad intervenire per eventuali effetti collaterali.

“Ringraziamo il presidente Marsilio, l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore del Dipartimento di sanità Claudio D’Amario per aver scelto la Asl di Teramo per l’inizio di questa grande operazione che rappresenta un momento importante e di speranza – spiega il direttore generale, Maurizio Di Giosia – siamo orgogliosi di rappresentare l’Abruzzo in questa prima giornata. Siamo pronti per domani e anche per il 4 gennaio quando comincerà il ciclo di vaccinazioni a regime”.

L’arrivo delle prime dosi di vaccino è uno “spiraglio di luce”, ha detto il commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, a RaiNews 24.

“Nei prossimi mesi continueremo questa campagna – ha affermato Arcuri – per portare il nostro paese, nei tempi in cui sarà possibile, fuori da questa emergenza. Domani sarà un giorno simbolico molto emozionante, molto partecipato. Siamo convinti che tutti i cittadini comprenderanno l’importanza di questo momento”.

Tra i principali rischi dovuti alla manipolazione del ghiaccio secco, necessario a mantenere a bassissime temperature il vaccino Pfizer “figurano le ustioni” e l’uso “in spazi ristretti o scarsamente ventilati può determinare una mancanza di ossigeno, causando asfissia”. A fornire dettagli sono le “Linee guida per la spedizione e la manipolazione del vaccino”, pubblicate sul portale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), una guida che illustra le procedure da seguire dopo aver ricevuto Comirnaty.

Come noto, questo vaccino a mRna deve essere conservato a temperature molto basse durante la spedizione e la conservazione successiva alla ricezione.

A tal fine, “i flaconcini multidose del vaccino congelato vengono trasportati in contenitori isolati termicamente contenenti ghiaccio secco”.

Nei centri che lo ricevono, “qualora non fosse disponibile un congelatore a temperatura ultra-bassa” (tra -90 ° C e -60 ° C), il contenitore termico di spedizione può essere utilizzato per la conservazione temporanea, “ma per un massimo di 30 giorni”. Dopo l’uso, il contenitore termico di spedizione, compreso il dispositivo per il monitoraggio della temperatura, “deve essere restituito al fornitore per aiutare Pfizer ad adempiere al suo impegno a favore delle risorse riutilizzabili”. Ampio spazio è dato alla corretta manipolazione del ghiaccio secco, che consiste in anidride carbonica allo stato solido (congelata). Per proteggersi dai rischi Aifa precisa di “proteggere la cute esposta dal contatto con il ghiaccio secco” usando guanti isolanti impermeabili e occhiali di protezione con schermature laterali o visiere. Inoltre indica “di condurre una valutazione del rischio delle sedi di stoccaggio per confermare che siano state adottate tutte le misure di sicurezza adeguate”. Attenzione va posta anche nello smaltimento di questo materiale. Aifa, infatti, raccomanda di “non lasciare il ghiaccio secco in un’area non protetta. Non gettare negli scarichi, compreso quello del water, e non smaltire nei rifiuti domestici”