L’AQUILA – Si estenderanno anche in Abruzzo le verifiche e i controlli in corso sulle convenzioni della Consip, la centrale unica degli acquisti interamente partecipata dal ministero dell’Economia.

La mega inchiesta delle procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che ha portato ad arresti eccellenti e sotto indagine Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo Renzi, secondo quanto si è appreso, è destinata a estendersi anche in questa regione, dove la galassia-Consip riguarda soprattutto i servizi del sistema sanitario, che rappresenta la fetta maggiore della spesa pubblica.

È una delle conseguenze della clamorosa inchiesta sull’appalto centralizzato della manutenzione e la pulizia degli uffici pubblici italiani, dal valore di 2,7 miliardi di euro, che risale al 2014 e che ha portato all’arresto per corruzione dell’imprenditore campano Alfredo Romeo.

Un’indagine che annovera tra i principali indagati anche il ministro dello Sport Luca Lotti, l’ex dirigente Consip Marco Gasparri, l’imprenditore toscano Carlo Russo, l’ex parlamentare di An, Pdl e Fli Italo Bocchino e il generale Tullio Del Sette.

Altra conseguenza dell’inchiesta è il dibattito che sta nascendo sul funzionamento di un organismo, il Consip, nato per razionalizzare la spesa pubblica, con mega appalti centralizzati, che diventano poi obbligatori per tutte le pubbliche amministrazioni d’Italia, o per raggruppamenti detti “lotti” di Regioni.

Un meccanismo che può andare benissimo per acquistare in blocco forniture standardizzate. Esempio sono le siringhe, esempio virtuoso di acquisto unico spesso citato da Renzi quando era a palazzo Chigi, e gli aghi per gli ospedali, la cui gara è stata appena aggiudicata a cinque aziende, con costi abbassati del 70 per cento, e finalmente a un prezzo identico in tutta Italia, da 0,049 a 0,063 euro. È finita, insomma, l’epoca delle siringhe più volte evocate dalle cronache degli italici sprechi, quando in Sicilia costavano 5 volte di più rispetto alla Lombardia.

Il sistema Consip può, tuttavia, funzionare meno se impiegato quando si danno in affidamento determinati servizi, che spesso e volentieri vengono poi dati in subappalto dall’assegnatario della convenzione a imprese locali, che da questo sistema di mega-appalti sono tagliate fuori.

Scorrendo le pagine di Acquistinretepa.it, il portale degli acquisti della pubblica amministrazione, si può verificare che sono decine le convenzioni già in essere e altrettanti sono in corso, che riguardano anche la realtà abruzzese.

La società Antas di Piacenza, per esempio, si è aggiudicata in nove regioni, tra cui l’Abruzzo, il servizio integrato energia. E da dicembre 2016, subentrando alla Guerrato, ha preso in affidamento la gestione di tutti gli impianti termici dei 4.500 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, come ben sanno gli inquilini.

Idem sta facendo la Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, che sta procedendo all’affidamento all’Antas del medesimo servizio per 4,3 milioni l’anno, per la gestione degli impianti di riscaldamento di oltre 70 strutture, tra ambulatori, uffici, consultori e magazzini.

L’Abruzzo, assieme al Lazio, deve poi per forza rivolgersi alla Estra energie per le forniture di gas naturale, per un massimo di 58,2 milioni di euro per un anno. La fornitura di carburante per autotrazione mediante fuel card è stata assegnata invece alla Kuwait Petroleum.

ll gasolio da riscaldamento in Lazio, Abruzzo e Molise, per un importo non superiore a 67,7 milioni di euro, lo assicura la Repsol Italia.

Per tablet e pc portatili, l’Abruzzo deve poi rivolgersi alla Infordata-Bellucci, alla Conversion & Lighting per la gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di illuminazione pubblica. Per la fornitura di arredi per ufficio e dei servizi di progettazione connessi e opzionali la convenzione è in mano all’Ares line spa.

L’appalto del servizio di pulizia delle scuole e dei centri di Formazione, invece, la Consip lo ha assegnato alla Cns società cooperativa. Per i furgoni e altri mezzi di trasposto è obbligatorio rivolgersi Iveco Spa Sitcar. Per le infrastrutture it ovvero “Internet tecnology”, titolata a offrire il servizio in Abruzzo e in altre sei regioni del Centro Sud è Fastweb net. Fca fornisce per tutta Italia autovetture 4×4 media cilindrata per usi di pubblica sicurezza.

Vodafone è il fornitore ufficiale di software open source Linux ”red hat”.

E ancora: gli ecotomografi vengono forniti in Abruzzo, a seconda delle tipologie, da Medical systems Italia, Esaote e Mindray Medical Italy.

La fornitura del servizio sostitutivo di mensa, mediante buoni pasto cartacei, in Abruzzo, Umbria, Marche e Puglia, per un importo massimo di 95 milioni, la deve assicurare Repas Lunch Coupon mentre la Telecom si occupa, per un importo massimo di 58 milioni, della realizzazione, manutenzione e gestione di reti locali. Exitone, per 18,5 milioni di euro, assicura in Lazio e Abruzzo la gestione integrata della sicurezza sui luoghi di lavoro. Altre decine di bandi sono poi in itinere. Per decine di miliardi di euro di appalti.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con l’Istat, ha rilevato che per le pubbliche amministrazioni, dunque anche per quelle abruzzesi, il risparmio ottenuto grazie alla centralizzazione degli appalti e delle forniture rese possibili da Consip è stato di oltre il 50 per cento in pochissimi anni.

Le più significative riduzioni dei prezzi riguardano la telefonia mobile, le stampanti, i personal computer, alcune categorie del settore “Energia” quali i carburanti extra-rete e l’energia elettrica.

C’è chi, però, fa notare che ci sono casi in cui le pubbliche amministrazioni potrebbero risparmiare anche di più affidando il servizio ad altri soggetti, facendo lavorare le piccole medie imprese del territorio.

Del resto si osserva che le grandi imprese che vincono le commesse poi affidano in subappalto alle aziende locali l’effettivo svolgimento del servizio, che viene spesso svolto sottocosto, con margini di guadagno molto risicati.

Dunque si potrebbe osservare che tanto varrebbe assegnare la commessa direttamente al subappaltatore, risparmiandosi il ricarico fatto dalla ditta appaltatrice.

Si osserva, infine, come l’obbligo di affidarsi all’impresa dell’elenco Consip possa venir meno solo se si dimostra che il risparmio ottenuto con un’altra assegnazione supera il 10 per cento. E appunto in questo modo in linea di principio si rinuncia a risparmi fino al 9 per cento, che se si parla di appalti milionari non sono bruscolini.

Infine, soprattutto, le inchieste delle procure di Napoli e Roma fanno vacillare l’argomento più forte a favore del sistema Consip: la riduzione del rischio della corruzione dovuta a una miriade di appalti a livello locale. E questo perché, almeno in linea di principio, in Italia anche la corruzione può essere centralizzata.