AVEZZANO – “La società Santa Croce ha presentato una proposta di accordo, l’abbiamo accolta favorevolmente, la stiamo verificando e valutando, prenderemo una decisione a breve”.
Le parole della dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive della Regione Abruzzo, Iris Flacco, annunciano la possibilità di intesa sul sequestro e confisca, da parte dell’Ente, di 8 milioni di bottiglie di acqua minerale ancora custodite nello stabilimento di Canistro (L’Aquila) di proprietà della stessa società Santa Croce.
Secondo la Regione l’acqua era stata captata dalla società quando erano stati già posti i sigilli nella sorgente Sant’Antonio Sponga, la cui concessione fino ad un anno fa era mantenuta dalla Santa Croce dell’imprenditore Camillo Colella.
La presa di posizione distensiva di Flacco arriva un pò a sorpresa visto il serrato e copioso contenzioso in atto tra le parti che si sono accusate pesantemente pubblicamente su tutto il fronte a partire dalla revoca della concessione che dopo il bando del dicembre scorso è stata assegnata provvisoriamente al gruppo Norda.
Contro l’assegnazione il gruppo Santa Croce ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Abruzzo, sostenendo che l’assegnazione provvisoria alla Norda sia da annullare, in quanto i parametri di valutazione adottati hanno fatto sì che l’offerta della Italiana Beverage non abbia ottenuto l’affidamento, risultando addirittura “inidonea” all’aggiudicazione, nonostante, sotto il profilo economico, fosse ben più conveniente per l’amministrazione
Anche nel caso del sequestro dell’acqua che la Regione ha pensato di vendere, il gruppo Santa Croce ha impugnato le decisioni della Regione.
In un esposto inviato il 14 giugno al Comando provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, al Comando della stazione dei Carabinieri di Tagliacozzo, alle Procure della Repubblica dei Tribunali di Avezzano e L’Aquila e al Prefetto dell’Aquila, ha contestato le modalità con cui è stato eseguito, il 9 e 10 novembre 2016, il sequestro amministrativo. Al sequestro ha fatto seguito l’ordinanza di confisca dell’8 maggio 2017, da parte della Regione, e la contestata visita ispettiva del 1° giugno scorso. Secondo i legali della Santa Croce “La Regione Abruzzo ha adottato comportamenti illegittimi e abusivi, introducendosi senza titolo in una proprietà privata, come è lo stabilimento di Canistro, e disponendo la confisca dei beni, nonostante ci siano ricorsi di opposizione ancora pendenti”.
Nei giorni scorsi c’è stata una udienza al Tribunale di Avezzano nel corso della quale il giudice si e’ riservato una decisione.
Ma in quella sede le parti hanno manifestato la volontà di trovare un accordo.
“C’e’ una trattativa in corso – continua Flacco -. La proposta transattiva è una bella cosa da parte loro, la stiamo esaminando per prendere posizione in poco tempo”. (b.s.)




