CANISTRO – “Ci spieghi perché da oltre un anno la Regione non fa il nuovo bando ed i motivi delle proroghe a noi negate. Sorgente Santa Croce Spa ribadisce che l’azienda non è in vendita e che si riserva di veder tutelati i danni milionari per la perdita di un avviamento commerciale trentennale. Danni derivanti dalla negligenza e dall’operato poco chiaro dei dirigenti regionali di competenza”.
L’azionista di maggioranza di Sorgente Santa Croce Spa, l’ingegnere Camillo Colella, risponde con una nota al vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, chiedendo “delle risposte chiare alla Regione Abruzzo che non ha mai risposto ufficialmente alle ripetute richieste di proroga inoltrate dalla Sorgente Santa Croce in attesa che venisse emanato il nuovo bando”.
Lolli oggi ha annunciato un’azione di forza per rientrare in possesso dell’impianto di adduzione, del quale la Regione rivendica la proprietà, “condizione essenziale – ha detto – per la pubblicazione del bando”.
“Ci dovrebbe spiegare – scrive Colella – perché il precedente bando era stato preparato senza rientrare in possesso del bene”.
“Inoltre – prosegue – Lolli dovrebbe spiegarci anche come sia possibile che in un periodo di quasi un anno la Regione non abbia provveduto ad emanare il nuovo bando ottemperando alle direttive del Tar che era stato chiarissimo nella sua sentenza”.
“Infatti secondo il Tribunale amministrativo, il vecchio bando era regolare in tutte le sue parti ad eccezione di quella in cui mancava la procedura ambientale. Quindi è bene anche ricordare che il bando in questione è stato annullato per una mancanza della Regione Abruzzo e non certo dell’azienda Sorgente Santa Croce Spa”, aggiunge Colella.
L’imprenditore chiede poi chiarezza alla Regione soprattutto sul “perché non abbia mai risposto ufficialmente alle ripetute richieste di proroga inoltrate dalla Sorgente Santa Croce in attesa che venisse emanato il nuovo bando, una questione che dimostra una disparità di trattamento e la volontà di far chiudere l’attività di una società sana che ha fatto investimenti e pagato personale diretto e indotto, personale che ora per colpa della Regione rischia il licenziamento”.






