LANCIANO – Sono un centinaio i partecipanti al sit-in in atto davanti al tribunale di Lanciano (Chieti) per protestare contro la riapertura del sansificio di Treglio temporaneamente riaperto dal tribunale per le verifiche tecniche sulle emissioni di monossido di carbonio. 

“Tocca alla provincia stare dalla parte dei cittadini – dice il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – La Procura ha fatto un buon lavoro penale sequestrando il sansificio e l’attigua centrale biomasse ora ci aspettiamo che la Provincia si faccia garante i materia di autorizzazioni. Bisogna puntare sulla delocalizzazione dei due impianti energetici”. 

Il coordinatore di Nuovo senso civico, Alessandro Lanci aggiunge che “le istituzioni ci devono difendere e non avallare questa situazione in cui gli impianti non hanno precise autorizzazioni della regione e della provincia”. 

“Da quando gli impianti sono stati sequestrati, il 22 gennaio scorso, i cittadini hanno potuto riaprire le finestre, stendere la biancheria, passeggiare e i bambini giocare nei giardini – dichiara – Da giorni, da quando sono in atto le prove e sono tornati i fumi, la situazioni di preoccupazione per la salute è tornata indietro come nel passato. Bisogna agire e non produrre soltanto carta”. 

Alla manifestazione, alla quale sono presenti i rappresentanti di dieci Comuni del comprensorio, sono inoltre presenti l’avvocato Lidia Flocco, di Roma, che cura gli interessi legali delle parti civili al processo che si apre il 16 novembre prossimo, e l’ingegnere Tommaso Giambuzzi, il quale ha condotto gli accertamenti tecnici per Nuovo senso civico che ha portato all’apertura dell’inchiesta.