PESCARA – È ripresa questa mattina al tribunale di Pescara la requisitoria dei pm Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio per il processo sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese all’ex governatore Ottaviano Del Turco e ad altri 24 imputati.
Così come si era conclusa lunedì scorso, con l’analisi delle dichiarazioni rese dal grande accusatore di Del Turco, l’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Angelini, la requisitoria di Di Florio è ripresa proprio affrontando il tema delle mazzette che Angelini avrebbe consegnato a Del Turco e al suo staff.
“Se contestualizziamo le attività legislative sanitarie o il riordino dei piani sanitari o ospedalieri in Abruzzo e l’attività del potere politico, ci sono straordinarie coincidenze che confermano la validità delle accuse di Angelini – ha detto in udienza Di Florio – Prelievi in contanti, telepass per Collelongo sia di Angelini sia di Del Turco, tutto coincide, tutto torna. Angelini ha sempre un movente per dare delle tangenti e le sue dichiarazioni sono affidabili anche quando dice di aver incontrato Del Turco o gli altri anche quando non porta materialmente soldi con sè’.
Il pm ha suggerito alla Corte di mettere in fila tutte le prove cartacee e ignorare le accuse di Angelini “perché tanto tutto torna lo stesso. Non c’è una sbavatura. E quando non ci sono i riscontri telepass che coincidono vuol dire che le tangenti sono state date o a Roma o a Pescara”.






