PESCARA – “Sono stato l’unico a tagliare le unghie ai privati in questa regione. Ho pensato di tagliare le unghie ai signori delle cliniche che, per tanti anni, avevano guadagnato sulla sanità in questa regione”.
Così l’ex assessore regionale alla Sanità della giunta Del Turco, Bernardo Mazzocca, nel corso della sua testimonianza nel processo “Sanitopoli”, su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, in cui è imputato.
Rispondendo alle domande dei pm, Mazzocca ha parlato di tutta la sua attività amministrativa, in particolare della seconda cartolarizzazione e dei rapporti con le case di cura private.
A tal proposito, ha fatto presente che “l’equilibrio con le cliniche si rompe quando abbiamo iniziato a parlare di tagli di posti letto, di budget e di controlli”.
A proposito di controlli, ha sottolineato di aver portato “quelli ispettivi dal 5 per cento al 50 per cento”.
Riguardo ai tagli al budget, poi, Mazzocca ha tenuto a evidenziare che quelli maggiori li ha avuti il gruppo facente capo ad Angelini, con una percentuale del 35 per cento.
Parlando di inappropriatezze, l’ex assessore si è soffermato sui ricoveri ripetuti, facendo presente che, sotto la Giunta Del Turco, “non sono mai stati pagati”, aggiungendo che sul fenomeno le commissioni ispettive regionali hanno informato tutte le procure.
Per quanto concerne l’accusa di aver favorito la proroga di alcuni contratti a Villa Pini, Mazzocca ha detto non aver mai chiesto nulla a nessuno.
“In 30 anni di amministratore – ha sottolineato – non ho mai chiesto una lira o un utilità a nessuno, benché meno alle cliniche”.
Riguardo ai suoi rapporti con Masciarelli, Mazzocca ha spiegato di averlo conosciuto dopo che fu nominato assessore e che l’ex presidente della Fira collaborò, su sua richiesta, alla stesura della bozza del piano di rientro.
In quel periodo Masciarelli era soltanto presidente di Fira Servizi, ma non più della Finanziaria regionale.






