ROMA – “Minacce ed aggressioni ai medici e agli operatori sanitari sono un fenomeno in netta crescita: tra il 2016 al 2020 sono stati più di 12mila i casi di infortunio accertati come violenze, aggressioni, minacce, una media di 2.500 casi l’anno, per lo più ad opera dei pazienti stessi o di loro familiari. Ma sono numeri ampiamente sottostimati, dal momento che spesso l’operatore sanitario rinuncia a denunziare. Questo aumento della violenza è in parte dovuto alla progressiva perdita di fiducia nei confronti dei camici bianchi, testimoniata anche dall’aumento del contenzioso medico-legale nei confronti dei medici”.

Nel suo intervento introduttivo alla 124a edizione del Congresso Nazionale della SIC, la Società Italiana di Chirurgia, in svolgimento a Roma, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha voluto richiamare, proprio in occasione della giornata nazionale dedicata alle vittime sul lavoro, l’attenzione sulla sicurezza.

“La serenità nello svolgimento dell’atto medico – ha proseguito il sottosegretario – è la condizione necessaria per garantire la sicurezza del paziente, e con essa la formazione continua degli operatori, che devono potersi aggiornare sulle tecnologie più avanzate”.

Per Sileri “oltre agli interventi salariali, è indispensabile, per rendere appetibile il lavoro nella sanità pubblica, individuare modalità di lavoro che consentano una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare. Il 70% delle 665.000 unità di personale impiegate nel SSN è donna, ma solo il 32% dei direttori di struttura semplice lo è, percentuale che scende al 16% per le strutture complesse. E allo stesso tempo, le donne si fanno carico del 74% del totale delle ore di lavoro non retribuito di assistenza e cura familiare. Un tavolo di lavoro che ho voluto costituire al Ministero della Salute ha appena concluso i suoi lavori formulando una serie di azioni precise da proporre al Parlamento ed al Governo che verranno: formazione specialistica in leadership al femminile, asili nido aziendali in tutte le aziende sanitarie, turnazioni flessibili per consentire la cura familiare, bilancio di genere e indicatori di performance”.