L’AQUILA – Il tunnel è ancora lungo, ma intanto c’è clima di ottimismo in Regione Abruzzo, perché c’è chi vede finalmente la luce della sua uscita: il debito della sanità abruzzese, preventivato solo pochi mesi fa a 100 milioni di euro in riferimento al 2025, si attesterebbe ora sotto gli 85 milioni di euro. Segno che stanno sortendo effetti le misure del Piano operativo presentato a fine gennaio dalla Regione Abruzzo al Tavolo di monitoraggio interministeriale, per arrivare entro il 2028 e a tappe forzate con riduzione della spesa per oltre 15o milioni di euro al pareggio di bilancio.
Conferme in tal senso sono arrivate a seguito del Tavolo di monitoraggio del 26 marzo e nelle successive riunioni interlocutorie e di aggiornamento alle quali partecipano per l’Abruzzo il direttore del Dipartimento Sanità, Camillo Odio, e il dirigente del Servizio Risorse Finanziarie del SSR, Ebron D’Aristotile. Tenuto conto che la porta è chiusa alla politica, e non possono partecipare nemmeno il presidente della Regione, Marco Marsilio e l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Alla riunione, tra gli altri.
La situazione rimane comunque molto complessa, perché il deficit resta molto pesante, togliendo risorse al bilancio generale. Ma in base al cronoprogramma del piano di rientro, se fosse confermato intorno agli 85 milioni, in maggioranza si è convinti che si potrà liberare qualche milione con cui rimpinguare le voci di spesa tagliate, visto che la Regione ha appostato circa 100 milioni di euro in via prudenziale.
Il Piano operativo però non contempla solo tagli e riduzioni di spesa, ma anche giocoforza il rispetto degli obiettivi in termini di qualità delle prestazioni. Ebbene, il Tavolo ha accertato che scende in Abruzzo il tasso di ospedalizzazione degli adulti per le complicanze di diabete, bpco e scompenso cardiaco e in età pediatrica per asma e gastroenterite.
Aumenta al contrario la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi, come pure gli screening della mammella, della cervice uterina e per la prevenzione delle patologie della prostata.
Resta poi il nodo delle liste di attesa, ancora insopportabilmente lunghe per ottenere una visita e un esame. E a questo proposito si è tenuta una importante riunione nei giorni nella sede del Dipartimento Sanità a Pescara, sono intervenuti il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, l’assessore Verì, il direttore Odio, la dirigente dell’unità statistica sanitaria di Agenas, Maria Pia Randazzo, il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi e il Ruas della Regione, Marco Scorrano
Un primo incontro per analizzare i dati sulle 4 classi di priorità – U (urgente), B (breve), D (differita) e P (programmata) – con un focus particolare sulle singole aziende sanitarie, sia per quanto riguarda le visite specialistiche, sia per gli esami diagnostici. Un’analisi analitica sulle singole prestazioni, che ha messo in evidenza punti di forza e aree di miglioramento. Particolare attenzione è stata dedicata alla classe urgente e alle soluzioni messe in campo per garantire le prestazioni entro le 72 ore. Sono stati poi affrontati anche i temi della gestione e ottimizzazione delle agende, anche di secondo livello, evidenziando la necessità di intervenire sul sistema informatico per migliorare la capacità di tracciamento delle prenotazioni.
Tornado al deficit: dopo i 103 milioni macinati del 2024, la Regione di Marsilio è dovuto correre ai ripari con l’aumento delle tasse e tagli al bilancio regionale. Deficit, che però in base i dati aggiornati è però sceso sotto gli 85 milioni di euro, in miglioramento di circa 30 milioni rispetto al 2024, e il Tavolo di marzo, come ogni anno, ha rappresentato una tappa interlocutoria nella valutazione dei conti del sistema sanitario regionale, che sarà definita puntualmente solo all’esito dell’approvazione dei bilanci consuntivi 2025 delle Asl, i cui termini non sono ancora scaduti.
E ovviamente i fari sono accesi non solo sul deficit da azzerare, ma anche sui livelli essenziali delle prestazioni e sulla prevenzione, che rappresenta, anche per la tenuta finanziaria del sistema sanitario pubblico una delle priorità, visto quello che costano le ospedalizzazioni e le cure per casi acuti.
Ebbene, da quanto si apprende, nel corso delle interlocuzioni che hanno fatto seguito alla riunione di fine marzo, nel 2025 è sensibilmente diminuito il tasso di ospedalizzazione degli adulti per le complicanze di diabete, bpco e scompenso cardiaco passando, da 254 ricoveri ogni 100.000 abitanti del 2024 a 174 ogni 100.000 abitanti.
Non solo, nel 2025 è risultato più che dimezzato il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica per asma e gastroenterite.
L’allarme target dei mezzi di soccorso è passato da una media di 25 minuti del 2023 a 19 minuti nel 2025.
E’ poi aumenta in modo graduale nel triennio la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per ciclo base e per la 1° dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) fino a raggiungere quasi il 93% del totale.
Risultati positivi si rilevano per lo screening di primo livello della mammella e della cervice uterina interessando quasi il 50% della popolazione target. Buoni i dati anche per la prevenzione patologie prostatiche benigne e neoplastiche della prostata. Aspetto importante perché il tumore della prostata è il più frequente nel maschio ed in continuo aumento con incidenza anche in pazienti con età inferiore ai 50 anni in provincia di L’Aquila.





