L’AQUILA – Zero anestesia e zero dolori intra e post operatori.

Sono i vantaggi della Hemorroid Laser Procedure (Help), la nuova procedura ambulatoriale che, senza operazioni chirurgiche e anestesie, permette il trattamento veloce e indolore delle emorroidi.

“Si tratta – spiega ad AbruzzoWeb il chirurgo Alessandro Mastromarino – di una tecnica nata 5 anni fa in Italia che, a differenza di approcci più obsoleti, come la legatura degli elastici o la Thd, consiste essenzialmente nell’andare debellare il problema agendo direttamente sulla causa”.

Infiammazione dei vasi del canale anale, le emorroidi sono un problema che affligge moltissime persone e Mastromarino, chirurgo vascolare con un dottorato in chirurgia Sperimentale e un master di secondo livello in Tecniche endovascolari, oltre che esperto in diagnostica vascolare ecodoppler, ne ha una conoscenza tecnica approfondita.

“Attraverso l’utilizzo del laser si va ad agire in poco tempo, in maniera ben precisa e in totale sicurezza – prosegue, spiegando la tecnica – Si ottengono comunque risultati di gran lunga superiori rispetto a quelli conseguibili attraverso le altre procedure”.

Pochi o nulli, infatti gli effetti collaterali dell’Help che, fatta eccezione per qualche piccolo dolorino o qualche linea di febbre, ma solo per qualcuno, promette in genere al paziente un decorso quasi del tutto inesistente.

Nonostante presenti tutti questi vantaggi, però, è una tecnica ancora poco conosciuta che, in Italia, viene praticata solo da 5 medici tra cui, appunto, lo stesso Mastromarino.

“La spiegazione di tutto ciò – dichiara il chirurgo dello studio polispecialistico Medical Servizi dell’Aquila – risiede nel fatto che si tratta di una metodologia che prevede per forza di cose l’utilizzo del doppler e i proctologi, che sono coloro che in genere si occupano della cura e della rimozione tradizionale delle emorroidi, non sono esperti né di doppler, né propriamente di diagnostica vascolare”.

È attraverso una sondina, doppler per l’appunto, che il macchinario va infatti a individuare esattamente la posizione del ramo arterioso da trattare, ramo arterioso che, molto spesso, risulta essere davvero piccolo e difficile da scoprire. 

Una metodologia, quindi, molto giovane che, a detta dello stesso Mastromarino, oltre a essere facile e veloce, sembra per il momento l’unica in grado di debellare il problema alla base.

“Ancora non si sa quale sarà il riscontro di queste cure tra 10 o 15 anni – precisa però in questo senso – Ho potuto constatare personalmente che chi è stato operato 4 o 5 anni fa non ha mai più avuto problemi di questo tipo. Certo, i risultati delle operazioni su pazienti operati in stadi più avanzati non saranno mai come quelli di chi si trova in stadi più lievi, per adesso è ancora tutto da vedere”.