PESCARA – “Invito il presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore competente a recuperare una opportuna dose di buon senso al fine di salvaguardare l’ospedalità pubblica nelle aree interne della provincia di Pescara”.

È l’affondo dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Donato Di Matteo, “ribelle” della maggioranza di governo che non ha mai risparmiato stoccate al governatore e all’assessore Silvio Paolucci, che in una nota punta l’indice contro le prescrizioni della giunta all’atto aziendale della Asl provinciale che, dice, “destano profonde perplessità”.

“Più specificatamente sulle scelte riguardanti i presidi ospedalieri di Penne e Popoli si ribadiscono le decisioni assunte dal comitato appositamente istituito e che fanno riferimento al decreto legge 9 febbraio 2017 n. 8 ‘Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici 2016-17’, che hanno riguardato l’organizzazione del presidio di Popoli per la durata di tre anni, ulteriormente prorogati dalla finanziaria di quest’anno – spiega Di Matteo – L’Asl aveva opportunamente considerato queste decisioni del legislatore nazionale nella proposta di atto aziendale al fine di mantenere i livelli essenziali di assistenza nelle aree interne della provincia di Pescara come ho chiesto, da tempo e con forza”.

“Desta inoltre preoccupazione”, continua l’assessore, che esercita la professione di medico al presidio di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara), “la scarsa considerazione dei servizi territoriali, che rischia di depauperare ulteriormente l’articolazione dell’offerta sanitaria dell’Asl di Pescara, la quale aveva individuato come strategici, i percorsi intesi al superamento della disomogeneità dei livelli assistenziali e a soddisfare la domanda di salute introducendo linee di integrazione e presa in carico diretta”.

“Il trasferimento dell’offerta assistenziale sul territorio risponde alla necessità di un riequilibrio e di una razionalizzazione delle risorse, promuovendo anche una crescita nella responsabilizzazione e nel governo delle aree distrettuali – aggiunge Di Matteo – Il riequilibrio dell’offerta sanitaria in ambito territoriale è condizione necessaria per portare ad una desaturazione della ospedalità e del ricovero attraverso un sistema di cure diffuse e un contestuale rafforzamento soprattutto delle aree interne”.

“Per quanto attiene alla impossibilità di esprimere parere positivo in ordine alla previsione dell’atto aziendale della Uoc Cardiologia e Interventistica con Utic, ritengo che anche in questo caso occorra rivalutare la decisione in merito. Questa previsione la reputo conforme al dettato del decreto 70/2015 soprattutto per quanto riguarda la previsione della scelta del presidio in cui insista un Dea di secondo livello, su cui mi sono già espresso in precedenza e che peraltro la Regione dovrà urgentemente definire così come anche il tavolo di monitoraggio ha ulteriormente sollecitato in merito nella verifica dello scorso novembre”.

“Su questi argomenti annuncio la mia determinata battaglia – promette Di Matteo – insieme a coloro che condividono con me il mio impegno, al fine di ottenere le doverose risposte per la salvaguardia della sanità pubblica nella provincia di Pescara e più in generale nella regione Abruzzo”.